Recensione

Col tempo stanno tornando con i propri nuovi lavori quelle band che, due o tre anni fa, licenziarono una serie di opere sopra la media e delle quali i liguri Lucid Dream fanno sicuramente parte, dopo la pubblicazione bellissimo The Eleventh Illusion.

La band capitanata dall’ axeman Simone Terigi, affiancato dal talentuoso vocalist Alessio Calandriello e dal buon Gianluca Eroico al basso, torna con il proprio terzo album (il primo, Visions From Cosmos11, uscì nel 2011) prodotto dallo stesso Terigi, mixato e masterizzato da Pier Gonella (Necrodeath, Mastercastle) ed accompagnato da un bellissimo digipack, .
Il trio di musicisti liguri (Paolo Raffo non fa più parte della line up sostituito alle pelli dall’ospite Paolo Tixi) riparte con rinnovata verve, cambiando le carte in tavola e lasciando da parte le sfumature hard blues che emergevano sul lavoro precedente, trovando nuove strade dove far viaggiare la propria musica che rimane di altissimo livello.
Otherworldy risulta un lavoro più diretto e metallico, prog hard rock metal d’alta scuola energizzato da una forte impronta heavy che concede, a tratti, qualche rifinitura più moderna sia nelle ritmiche che negli arrangiamenti.
Un disco diverso da predecessore, quindi, ma con il monicker del gruppo ben impresso sul sound, che non è cosa da tutti: le linee melodiche rimangono il piatto forte di Terigi e soci, sempre con un occhio ai Dream Theater e con un Calandriello meno sanguigno ma assolutamente sontuoso dove la melodia prende il sopravvento.
L’album parte diretto e metallico così che, appena lasciata l’intro, veniamo subito presi per il colletto da ritmiche serrate e riff metallici dal gustoso flavour moderno: Buried Treasure e The Ring Of Power riempiono la stanza di metal regale, con la seconda che si nutre del sangue maideniano e risulta la prima traccia da circoletto rosso dell’album.
Everything Dies torna a solcare le strade intricate del prog metal, mentre The Stonehunter chiude la prima parte del cd, quella dall’anima aggressiva e metallica, lasciando all’acustica di Terigi il compito di introdurci alla meravigliosa seconda parte, in un crescendo emozionale che inizia dalla splendida Magnitudes, continua con Broken Mirror (brano che evidenzia l’amore del gruppo per il teatro del sogno) e non trova fine, se non all’ultima nota della conclusiva The Theater Of Silence: una traccia strumentale da brividi che ci consegna una prestazione superba di Terigi alla sei corde, accompagnato sul finire del brano dai violini e dalla viola di Andrea Cardinale, Sylvia Trabucco e Sara Calabria, per un arrivederci alla prossima opera.
Un album che conferma quanto di buono i Lucid Dream avevano dimostrato con il precedente lavoro,  coraggioso nel non fossilizzarsi su schemi collaudati e perfettamente in grado di reggere il confronto con le altre realtà di una scena nazionale ormai importantissima nello scenario metallico europeo.

TRACKLIST
01. Intro
02. A blanket of stars
03. Broken mirror
04. Buried Treasure
05. Everything dies
06. Magnitudes
07. The ring of power
08. The stonehunter
09. The theater of silence

LINE-UP
Simone Terigi – Guitars, B. vocals
Alessio Calandriello – Vocals
Gianluca Eroico – Bass

Guests:
Paolo Tixi – Drums
Martina White – B. vocals
Andrea Cardinale – First Violin
Sylvia Trabucco – Second Violin
Sara Calabria – Viola

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