Recensione

Suoni stoner desertici dalla Finlandia, sulla traccia dei Fu Manchu, Kyuss e Queens Of The Stone Age, ma con una forte personalità.

Fondati nel 2012 da Tuomas Heiskanen e Perttu Härkönen, i Monsternaut hanno cambiato diversi batteristi prima di arrivare ad una stabilità con Jani Kuusela, nel gruppo dal 2014. I tre da Kerava fanno uno stoner rock con influenze desertiche, e di loro ci aggiungono molta personalità ed un tocco di attitudine punk che ci sta sempre bene. Il disco è molto potente e convince in pieno, perché ha una struttura forte ed inoltre il groove è davvero possente. La produzione è assai adatta a questo disco perché mette in risalto le peculiarità del lavoro e soprattutto quelle distorsioni così lascive che lavorano così bene. L’impasto sonoro dei Monsternaut non è nulla di nuovo, ma è fatto molto bene, con forza e personalità. Certamente i punti di partenza sono ben noti, e forse solo ora si sta comprendendo fino in fondo che influenza abbiano avuto gruppi come Kyuss, Fu Manchu e Queens Of The Stone Age, che con il loro suono hanno indirizzato profondamente le scelte di generazioni di musicisti attuali, soprattutto con la loro idea di impalcatura sonora. Il disco non dura molto e la durata è giusta, ma se ne vorrebbe ancora dei Monsternaut, ed il perché lo capirete ascoltandoli. Il disco è l’unione di due differenti sessioni di registrazioni, una del 2012 e l’altra del 2014, per cui ci sono ancora ore di Monsternaut da gustare nel nostro futuro.

LINE-UP
Tuomas Heiskanen – Guitars / Vocals
Perttu Härkönen – Bass
Jani Kuusela – Drums

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