Recensione

I Muschio sono un gran bel sunto di gran parte di quello che c’è di buono nella musica pesante italiana.

Nati nel 2012 a Verbania, i Muschio esordiscono nel 2013 con l’lp Antenatus, che serve loro anche per cominciare a girare i palchi italiani e non solo supportando gruppi più famosi. La loro cifra stilistica è il nervosismo, ovvero il mettere in musica tutta una gamma di sensazioni che vanno dal disagio all’inedia contro questa vita, al soffocamento e a tutto il brutto quotidiano. Tutto ciò i Muschio lo fanno stupendoci nota dopo nota, in un crescendo di intuizioni sonore e incroci neuronali davvero notevoli, che impiegano più di un ascolto per fissarsi alle nostre cellule cerebrali. Come si diceva sopra i Muschio fondono molto del meglio della pesantezza tricolore, come noise, psych, post hardcore, ed le cose più mirabili dell’alternativo italiano anni novanta soprattutto. Qui possiamo sentire echi di Marlene Kuntz in esplosioni alla Helmet che suonano post hardcore, si trovano momenti di regale crescendo pesante. In verità dare queste coordinate è quasi fuorviante con un gruppo così, perché la materia è altamente originale e muschiosa, poiché qui ci si esprime scivolando su noi stessi. Ci sarà altro nervosismo.

TRACKLIST
1. Laboratorio Lacrime
2. La Custre
3. Fuzz Ceremony
4. Scure
5. Burian
6. Lama
7. Fungus
8. Emma
9. Butterfly Fever

LINE-UP
Fabio Poggiana: Guitar
Alberto Corsi : Guitar
Rino Sorrentino : Drums

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