Recensione

Gli italiani Opera Oscura propongono un interessante e riuscito prog venato di metal, che si esprime attraverso la costruzione sonora di belle e ricercate atmosfere, non prive – come anticipa il nome del gruppo – della giusta dose di oscurità (mai tetra, peraltro). Stile e suoni sono piuttosto moderni, con un’ottima produzione di supporto, e valide qualità tecniche messe in mostra dai musicisti.

Anche se la componente progressive appare essere più marcata, rispetto a quella di matrice invece più heavy, non dubitiamo che gli amanti dei Dream Theater più liquidi e dei Queensryche più intimistici potranno, senz’altro, apprezzare questo lavoro. A tratti, possono venire in mente i passaggi più melodici dei tedeschi Ivanhoe – metà anni Novanta, altri tempi – che furono abili e pionieristici nel sapere abilmente mixare soluzioni dal gusto fortemente sinfonico e passaggi maggiormente duri. Tuttavia, qui il contesto è infinitamente più classicheggiante, con massicce e meravigliose parti di pianoforte e una voce femminile da brividi, non senza una ragguardevole eleganza e raffinatezza, che i brani di Disincanto fanno apprezzare di sé in sede sia compositiva, sia esecutiva. Gli Opera Oscura aggiornano, dunque, le formule del rock progressivo, evitando sterili e vuoti virtuosismi fini a se stessi, guardando sia alla forma sia in particolare alla sostanza e trovando un riuscitissimo connubio ed equilibrio artistico tra le due. Il che non è certo poco e si traduce in un altro punto a favore del CD in questione, intriso oltretutto di opportuni quanto apprezzabili umori di matrice dark rock, immaginifico e cinematografico. Nei brani degli Opera Oscura troviamo, altresì, squarci operistici, oscurità strumentali, giochi musicali di luce e ombra, testi teatrali, con un’onirica dolcezza che si sposa ad un pathos a volte prossimo a quello del drama rock più colto.

Tracklist
1- A picco sul mare
2- La metamorfosi dei sogni
3- Il canto di Sirin
4- Pioggia nel deserto
5- Gaza
6- Dopo la guerra
7- Resti

Line-up
Alessandro Evangelisti – piano / tastiere
Francesco Grammatico – programmazione / basso
Umberto Maria Lupo – batteria
Serena Stanzani – voce
Francesca Palamidessi – voce
Alfredo Gargaro – chitarre
Leonardo Giuntini – basso
Andrea Magliocchetti – chitarra classica

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