Recensione

Gli Orango sono un duo di math rock bolognese.

La peculiarità di questo gruppo è la perfetta associazione musica e parole, sbalzi umoral-musicali, distorsioni, giri di stomaco e giri di chitarra, con la batteria che dà testate su di noi. Le parole sono dette non per piacere, descrivere cosa sia dire e fare cose antipatiche ma sincere, andando ben oltre il politicamente corretto che domina la nostra era. Gli Orango vogliono lo scontro, perché siamo talmente falsi che a poca distanza diciamo ben altro, mentre in faccia diciamo ben poco. Potrebbe sembrare un flusso di coscienza, in realtà è un cercare di orientarsi in un flusso di merda. Gli Orango fanno qualcosa che nel sottobosco si ascolta molto raramente, ovvero produrre un ep come si vuole e dire “ecco qui cosa abbiamo fatto, vi piace ? Bene. Non vi piace ? Va bene lo stesso, ciao grazie”. Il tutto è molto interessante e piacevolmente spigoloso, si crea un senso di tranquillità e di sincerità, impossibile da trovare altrove. “Voglio un confronto, non un consenso…” è l’incipit della terza canzone, Cepre, e potrebbe dare un’idea di cosa sia questo ep. Le cinque tracce sono da ascoltare come se si facesse un dialogo con un amico che prima di tutto è sincero, e per questo non deve piacere per forza, anzi. Questo discorso è estremamente difficile da portare avanti in un’epoca in cui si è in continua ricerca di mi piace e di consenso. Musicalmente il disco è vivace, vario e fresco. La produzione fa rendere al meglio il tutto e il suono e le parole arrivano molto bene. Anche il titolo Da Per Terra Sicuro Non Cado ha un suo significato sul quale bisogna ragionare. Una delle sorprese di questo inizio di 2019, una bella supposta musicale.

Tracklist
1) Mostaco
2) Ay948km
3) Cepre
4) Strame
5) Gomma

Line-up
Carlo Berbellini – batteria
Diego Comis – chitarra
Orango – voce

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