Queensrÿche – The Verdict

The Verdict è un ritorno più che valido e che permette al gruppo di affrontare nuovi tour con la consapevolezza di essere ancora una band con molto da dire e non una sorta di auto-cover band come appaiono tanti reduci dagli anni ottanta.

La curiosità rispetto a come avrebbe suonato il nuovo album di una delle band più influenti del metallo progressivo mondiale non era poca, a quattro anni di distanza dall’ultimo lavoro che, per un gruppo con quasi quarant’anni di carriera sulle spalle, possono diventare un’eternità.

Ed invece The Verdict risulta un album fresco e potente, in cui le sfumature progressive sono meno in risalto che in passato e dove il mestiere del nuovo vocalist (ed in questo caso anche batterista, per la defezione dello storico Scott Rockenfeld) si fa sentire eccome.
Attenzione ho parlato di mestiere e non di talento, volutamente, e non perché Todd La Torre non ne abbia, anzi, ma è indubbio che la sua prova vocale copre il buco lasciato da Geoff Tate definitivamente, tirando fuori grinta e quel poco di personalità che forse mancavano nei due lavori precedenti, richiamando quando lo si richiede il leggendario singer, mettendosi in gioco pure come batterista e facendo il suo egregiamente, senza far gridare al miracolo in tutti e due i casi.
The Verdict dunque è un album in cui la parte del leone la fanno le canzoni, potenti e metalliche, valorizzate da una produzione moderna e cristallina, con refrain e chorus dal tasso melodico di categoria superiore, anche se ovviamente l’olimpo del metal progressivo non è più cosa per lo storico gruppo di Seattle.
L’album, se lo si prende per quello che è, non delude: l’errore di paragonare il nuovo corso della band con il passato remoto sarebbe troppo facile e non darebbe il giusto risalto ad una tracklist che se, invece, la si confronta con tante opere odierne, merita un posto di rilievo.
Blood Of The Levant, brano che parla della guerra in Siria ed apertura epico drammatica per uno degli album più U.S. power dell’intera discografia dei Queensrÿche, mette subito in chiaro l’atmosfera che regna in The Verdict: Light-Years, la potentissima Propaganda Fashion, lo splendido mid tempo di Bent sono le gemme metalliche che fanno di questo nuovo album un ottimo motivo per tornare a parlare del gruppo, ormai saldamente in mano al chitarrista Michael Wilton.
The Verdict è un ritorno più che valido e che permette ai Queensrÿche di affrontare nuovi tour con la consapevolezza di essere ancora una band con molto da dire e non una sorta di auto-cover band come appaiono tanti reduci dagli anni ottanta.

Tracklist
1. Blood of the Levant
2. Man the Machine
3. Light-years
4. Inside Out
5. Propaganda Fashion
6. Dark Reverie
7. Bent
8. Inner Unrest
9. Launder the Conscience
10. Portrait

Bonus Disc (European Box Set Edition Only)
1. I Dream in Infrared (Acoustic)
2. Open Road (Acoustic)
3. 46° North
4. Mercury Rising
5. Espiritu Muerto
6. Queen of the Reich – Live 2012
7. En Force – Live 2012
8. Prophecy – Live 2012
9. Eyes Of A Stranger – Live 2012

Line-up
Todd La Torre – Vocals, Drums
Michael Wilton – Guitar
Parker Lundgren – Guitar
Eddie Jackson – Bass

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