Recensione

Debuttano sulla lunga distanza i romani Sangue con Culś, full length che mette ancora in evidenza l’ottima scena estrema capitolina.

Il quintetto, dopo un primo ep uscito un paio d’anni fa, torna dunque sul mercato con questo terrificante e devastante lavoro sulla lunga distanza a base di un death metal old school immerso nell’antica Etruria che dà vita ad una miscela esplosiva di metal estremo.
Con una produzione in linea con il sound catacombale, sfumature black si trascinano tra i corpi lasciati a marcire da millenni tra maledizioni e sacrifici, atmosfere soffocanti che avvolgono un impatto che non dà tregua, mentre a tratti mid tempo pesantissimi e dall’attitudine doom/black lasciano poco spazio alla luce (They Do Not Rest, Her Cold Breath).
Culś è un mostro malvagio e millenario che fagocita terrore e lo rigetta sotto forma di metal estremo, la sua forza si rigenera nelle atmosfere soffocanti e morbose di luoghi dimenticati dal tempo: il sound che ne deriva è maligno e pesante, opprimente e soffocante come la polvere delle catacombe.
Un debutto affascinante ed assolutamente fuori dai soliti cliché, anche se rivolto soprattutto agli amanti delle sonorità old school.

Tracklist
1.In the Church
2.They Do Not Rest (Clock of the Giants)
3.Eerie Murmuring / Infinity Abysmal
4.Interlude / Call of the Gorgon
5.Shifting into Necrocosmos
6.Her Cold Breath
7.Interlude / Tuchulcha
8.The Rite of Cosmic Void
9.When the Magus Whispers to the Skies

Line-up
Valerio Scissor – Guitars
Welt – Guitars
MeTa – Bass
Rector Stench – Drums
Mirko “Offender” Scarpa – Vocals