Recensione

Bellissimo lavoro progressivo, questo nuovo album del progetto Starsoup del chitarrista russo Alexey Markov, in forza ai Distant Sun.

Castles Of Sand segue di quattro anni il primo album (Bazaar Of Wonders) e risulta una vera sorpresa per chi si crogiola nella musica progressive dalle sferzate metalliche.
Cambi di tempo e d’atmosfere, sfumature orientaleggianti (Brother’s Plea) che valorizzano tastiere pompose e chitarre ruvide, sono le virtù principali di questo tuffo nel metal progressivo che guarda ai Dream Theater come ai Pain Of Salvation, ma si veste di un’anima epico sinfonica alla Ayreon.
E Anthony Lucassen è il vero padrino ed ispiratore del collega moscovita, dotato di un gran talento non solo con la sei corde ma pure dietro al microfono, con un’interpretazione varia e sentita, un tono maschio che dà al lavoro quel carisma necessario per non passare inosservato, anche per i non pochi passaggi folk che arricchiscono la proposta musicale degli Starsoup (Your World Is Dead).
Vario e pieno di soprese, Castles In The Sand passa con disinvoltura da un genere all’altro, mantenendo un filo conduttore che attraversa il concept fino alla sua conclusione, tra ballate acustiche, brani progressivi, impennate heavy metal e rude hard rock, in un arcobaleno di note che non mancheranno di sorprendere gli ascoltatori che con il genere hanno sufficiente confidenza.
Non mi rimane che consigliarne l’ascolto, una vera immersione tra le mille sfumature della musica del buon Alexey Markov e dei suoi Starsoup.

Tracklist
1. The Catcher in the Lie
2. Into the Woods
3. Brother’s Plea
4. Your World Is Dead
5. Rumors of Better Love
6. Escapist
7. Winter in Shire
8. Castle
9. The World That Has Moved On
10. Light Up the Stars
11. Moon on the Shore
12. Road to Sunset

Line-up:
Artem Molodtsov – Bass
Mikhail Sorokin – Drums
Alexey Markov – Guitars, Vocals

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