Recensione

I deathsters slovacchi Surgery sono nati all’alba del nuovo millennio e ci hanno messo quasi dieci anni per licenziare il loro primo lavoro, l’ep Pulled by the Rope.

Dopo due anni, esattamente nel 2012 i cinque musicisti provenienti da Poprad debuttarono sulla lunga distanza con l’album Descent seguito sei anni dopo da questa fialetta di nitroglicerina old school chiamata Absorbing Roots.
Il genere offerto è death metal scandinavo, debitore delle storiche band che fecero fuoco e fiamme nei primi anni novanta, con un tocco melodico che per ispirazione non esce dai confini della penisola: Absorbing Roots è servito in tutta la sua carica estrema, esplosivo, a tratti un vero tornado di note da far battere il piedino a gente come Entombed ed At The Gates.
La title track mette subito in chiaro la natura assolutamente devota al genere dei Surgery, quindi niente di innovativo, ma perfettamente in grado di far rivivere l’impatto dei primi leggendari lavori usciti venticinque anni fa dalla scena svedese.
Il refrain lo si canta dopo il primo minuto, mentre Clinic Death, il riff melodico di Paradise su cui il gruppo costruisce un brano in stile Edge Of Sanity, Hands In Chains, potente e dal micidiale groove entombiano, valorizzano un lavoro sicuramente di nicchia ma da scoprire se siete amanti di queste sonorità.
Peccato per la copertina, brutta in verità, ma a noi interessa la musica, quindi Absorbing Roots è assolutamente promosso e consigliato.

Tracklist
1.Absorbing Roots
2.Clinic Death
3.Image in the Mirror
4.Paradise
5.River in Silence
6.Hands in Chains
7.Mental Demise
8.Grime
9.Depressive Reality

Line-up
Rastislav Šelleng – Vocals
Rado Body – Guitars
Miroslav Tatranský – Guitars
Peter Mikolaj- Drums
Robo “Hrdza” Hanečák – Bass

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