Recensione

MetalEyes vola virtualmente in Ungheria per fare la conoscenza dei Symphony Of Symbols, band che del death metal oscuro possente e brutale fa il suo credo.

Fondata dal chitarrista Sándor Hajnali e dal batterista István Forró nel 1997, il gruppo inizia la sua avventura nel mondo del metal estremo come death/black metal band; il suo esordio infatti (Fall of Enigma licenziato nel 2002) si avvale di un sound ispirato alla scena polacca, storica in questo tipo di sonorità.
Dieci anni e vari assestamenti di line up portano al secondo lavoro targato 2012 (Stupefying Beliefs) sotto l’ala della Metal Scrap, con il sound proposto che si avvicina a quello offerto in questo ultimo album, ovvero un death metal brutale, tecnico e progressivo.
Oscurità e soffocanti atmosfere regnano sovrane in questo Historiocriticism, nuovo e mastodontico lavoro in cui atmosfere glaciali e liquide (Gates) e metal estremo brutale e devastante (Verity In The Legends), creano un sound vorticoso, violento ed abissale.
Il growl di matrice brutal estremizza se è possibile ancora di più il concept musicale di questo macigno sonoro, ad opera di un quartetto che a livello tecnico sa il fatto suo, risultando apprezzabile anche sotto l’aspetto creativo.
Un’ora secca di scale musicali ed atmosfere chirurgiche, pervase da un’atmosfera terrificante (Giant Signs, In The Serve Of Evil), che sfumano su brani di progressive death metal pregno di sana pesantezza estrema, che non lascia trasparire debolezze ma ci travolge compatta come un carro armato in Pyramid Cities e The First Nation, The Last Survivor.
Morbid Angel e Suffocation sono le maggiori fonti di ispirazione per il gruppo ungherese, da considerare una sorpresa anche se il nome circola dal lontano 1997: se non li conoscete, recuperate il tempo perso, non ve ne pentirete.

Tracklist
1.Flood
2.Dispersion
3.Gates
4.Pyramid Cities
5.Rings
6.Verity in the Legends
7.Giant Signs
8.Beyond Earth
9.In the Serve of Evil
10.The First Natoin, the Last Survivor
11.Everything Reveals

Line-up
Kovács Zoltán Frigyes – Vocals
Sándor Szalkai – Guitar
Tamás Mezey – Bass
István Forró – Drums

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