Violent Magic Orchestra – Catastrophic Anonymous

Tragiche e sublimi visioni di un manipolo di gente iper-pessimista

Catastrophic Anonymous del collettivo Violent Magic Orchestra è un album – un collage sonico per pochi – estremo, maestoso e massimalista nel senso più estremo, maestoso e massimalista del termine, comprendente una moltitudine di generi: dall’harsh noise a quel metal d’avanguardia, giapponesissimo, che trova il suo nucleo nella classica poetica dei Vampillia, fino a scenari techno-industrial, accenni di jpop, grind e via dicendo.

Basterebbe elencare la sfilza di nomi coinvolti in questo progetto internazionale – senza eccessivi principi d’autorità – per destare più d’una lecita curiosità. Un Régimbeau sugli scudi che più che Mondkopf è qui in versione Extreme Precautions (si vedano certi suoi lavori precedenti come le varie Untitled di I, del 2014). Un Plotkin in versione mastermind che più che Khanate – come recita la press sheet – qui ricorda concettualmente quel Phantomsmasher dell’album omonimo del 2002: un disco, come questo, la cui brutalità mascherava altro, brutalità in ogni caso mai fine a sé stessa. Ogni brano è un mondo a sé, legato da un filo rosso a tutti gli altri: dalle note di piano di Acts of Charity alle riflessioni occulte-cosmicheggianti – presto riportate a terra da un’elettronica fredda e lucida – di At The Bank. Dagli organi di One Day Less – intermezzo che sembra una paralisi dello spirito – all’harsh noise di tracce come In Favour of Cruelty, che ha invece distorti echi lontani da console videoludiche anni ’90. Dalle disperate vocalità DSBM che fanno capolino qua e là su paesaggi dronici modellati su blast beat tanto furiosi quanto nostalgici di brani come The Beginning Of Fortune e Pursuit of Dignity fino alla conclusiva Out of Orbit, che è pura sintesi – di una malinconia commovente – e che scorre come un unico pensiero di una mente nichilista che si approssima a lasciare il pianeta. L’enorme potere di questo disco non sta tanto nella somma delle pur eccellenti individualità coinvolte (tra gli altri, per l’occasione, sono stati assoldati Pete Swanson, Attila Csihar e quel Chip King che proprio nel 2016 ha firmato il bellissimo No One Deserves Happines coi The Body, oltre al discreto One Day You Will Ache Like I Ache in collaborazione coi Full of Hell), né nel loro lavorare – seppur perfettamente – all’unisono: quanto nel concept generale che scorre come un unico flusso di coscienza, quasi joyciano nel dar l’impressione di rappresentare in maniera temporalmente dilatata moti interiori istantanei, e che sembra descrivere con estrema sincerità le sensazioni di una mente tanto misantropa quanto a suo modo – per un ossimoro – nutrita di una tenue speranza.

TRACKLIST
1. The Beginning Of Fortune
2. Acts Of Charity
3. In Favor Of Cruelty
4. Divorcer
5. Halved
6. One Day Less
7. At The Bank
8. Brick Wall
9. Pursuit Of Dignity
10. Out Of Orbit

VIOLENT MAGIC ORCHESTRA