The National Orchestra of the United Kingdom of Goats – Huntress

Storie e musica come queste fanno respirare il cuore ed il cervello e lasciano spazio alla fantasia, e qui di fantasia e di voglia di sognare ce n’è moltissima.

Quartetto assolutamente fuori dal comune proveniente dal Sud Tirolo, che propone una musica che ha mille riferimenti e davvero tanto da raccontate.

Nei The National Orchestra of the United Kingdom of Goats non si può scindere l’aspetto musicale da quello visivo ed artistico, questo è il loro terzo album su lunga distanza e continua la narrazione iniziata con il primo ep The Chronicles of Sillyphus e proseguita con gli altri episodi discografici, di cui questo è il terzo lp. Protagonista di questa saga è la misteriosa Kolepta, della quale vediamo dipanarsi le gesta accompagnate dalla musica del gruppo. La proposta musicale viene descritta come symphonic grind pop extravaganza, e potrebbe andare benissimo, ma c’è di più. La costruzione della canzone è sicuramente progressiva, con una forte ossatura pop ed una grande attenzione quasi gotica alla drammatizzazione, che è una delle cose più rimarchevoli di questo gruppo. I nostri suonano dal vivo con costumi e pitture facciali, ognuno ha il suo ruolo nella grande storia che stanno narrando e la musica lascia il segno. Tutto scorre bene, anche se ci sono alcuni passaggi ancora acerbi che, contrastando con altri momenti davvero notevoli del disco, indicano che c’è ancora qualcosa da migliorare. Però questi piccoli difetti non si notano quasi nel quadro d’insieme che è molto originale ed unico, almeno in Italia, dove l’art rock ha avuto grandi episodi ma non una gloriosa storia. Nel libretto del disco c’è anche un fumetto che spiega il concept, disegnato molto bene da Digitkame e scritto da Thomas Torggler; inoltre sul sito della The National Orchestra of the United Kingdom of Goats compaiono ulteriori passi del racconto. Huntress è un disco piacevolmente fuori dal comune, che regala piacere nelle mattinate terse e fredde in cui il mondo appare sotto una luce diversa e forse è davvero qualcosa di diverso da quello che siamo abituati a vivere e vedere. Storie e musica come queste fanno respirare il cuore ed il cervello e lasciano spazio alla fantasia, e qui di fantasia e di voglia di sognare ce n’è moltissima.

Tracklist
1.Beast
2.Scent
3.Thrill
4.Attunement
5.Kill

Line-up
The Admiral
The Coachman
The Seer
The Insane

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Una Stagione all’Inferno – Il mostro di Firenze

Un inquietante viaggio musicale nella storia di un mistero italiano forse mai del tutto risolto, reso in musica attraverso altrettanto inquietanti barocchismi, oscuri e progressivi.

Non poteva che essere la Black Widow di Genova, forte della sua competenza in materia, a distribuire questo disco, vero gioiello di dark prog d’alta scuola.

Il nome scelto dal gruppo – accompagnato da diversi e prestigiosi ospiti, tra i quali Roberto Tiranti e Pier Gonella – rimanda a Rimbaud, mentre il titolo ai drammatici e tragici fatti di cronaca nera che insanguinarono il capoluogo toscano dalla metà circa degli anni ’80. Una Stagione all’Inferno vuole mettere pertanto in musica quegli inquietanti e mai troppo distanti avvenimenti, la cui radice riporta al fondo buio dell’animo umano: un’impresa non facile, ma anche una scommessa vinta sul piano artistico e musicale. Classico e moderno nello stesso tempo, Il Mostro di Firenze – una sorta di concept, la cui tessitura complessiva non consente quasi di separare i singoli momenti che lo vanno a comporre – si rivela un gran bel disco di oscuro rock sinfonico (è forse questa la migliore definizione possibile dell’intero lavoro), quasi un viaggio barocco nelle tenebre condito da eccellenti parti strumentali e malinconiche melodie, in un sapiente alternarsi di situazioni, ora più pompose ed ora più intimiste. Veramente un ottimo lavoro, superbo sotto il profilo sia della scrittura sia dell’esecuzione.

Track list
1. Novilunio
2. La ballata di Firenze
3. Nella notte
4. Lettera anonima
5. Interludio macabro
6. L’enigma dei dannati
7. Serial Killer Rock
8. Il dottore
9. Plenilunio

Line up
Laura Menighetti – Vocals, Keyboards
Fabio Nicolazzo – Vocals, Guitars
Roberto Tiranti – Bass, Chorus
Pier Gonella – Guitars
Marco Biggi – Drums
Paolo Firpo – Sax, Akai Ewi 4000S
Kim Schiffo, Daniele Guerci, Laura Sillitti – Strings

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Tarja – From Spirits and Ghosts (Score for a Dark Christmas)

Torna Tarja con un album di cover dedicato ad alcuni canti natalizi in una versione dark e malinconica che rispecchia il lato più triste delle festività natalizie, quello delle persone sole e sfortunate.

Torna Tarja Turunen, la divina tra le cantanti dal taglio operistico che si sono affacciate ormai da un po’ di anni sul panorama metal internazionale.

La splendida vocalist finlandese è sicuramente la più famosa e probabilmente la più brava almeno, quando la sua voce intona note classiche ed il suo fascino riempie di sfumature raffinate ed eleganti il mondo che le gira intorno, dalla musica all’aspetto visivo.
L’avevamo lasciata lo scorso anno con il metallico The Shadow Self, lavoro sulla lunga distanza che metteva in primo piano l’anima più grintosa della musica prodotta da quando, nel lontano 2005, lasciò i Nightwish al loro destino.
Tanto successo continua ad avere il gruppo di Tuomas Holopainen, ma altrettante soddisfazioni regala la carriera solista alla Turunen, con un contratto ben saldo con la major earMusic, ottimi musicisti che gravitano intorno alla cantante, compositrice ed autrice ed il suo entourage.
Questa volta, con il solo aiuto dell’orchestra, la cantante finlandese coverizza undici brani a sfondo natalizio, sottoponendo queste canzoni ad una trasformazione in oscure ballate orchestrali con le quali la Turunen esplora il lato nostalgico e melanconico delle festività natalizie, quello delle persone sole, ancora più disperate nel mezzo dell’atmosfera gioiosa del periodo.
Ne esce un album dall’approccio dark ed intimista, che la musica prodotta dall’orchestra accentua nella sua vena tristemente romantica e molto simile per impatto ad una colonna sonora.
Ed infatti l’album è stato prodotto dalla stessa Tarja assieme al compositore di colonne sonore e vincitore di Emmy Jim Dooley ed il produttore inglese Tim Palmer, già al lavoro con Pearl Jam, U2 e David Bowie: questo spiegamento di talenti ha prodotto un’opera suggestiva, perfettamente in grado di regalare emozioni anche se gli ascolti di chi si approccia all’album sono sicuramente più duri.
Oltre all’inedito Together, sono proprio i brani più conosciuti come Amazing Grace, O Tannenbaum, What Child Is This e la conclusiva We Wish You A Merry Christmas che ne escono stravolti dall’atmosfera dark/melanconica ad essi conferita, con la Turunen calata perfettamente in un angelo dark dalla splendida ugola.
Un’opera che risulta imperdibile per i fans della soprano finlandese, ormai non solo protagonista nella scena metal internazionale, ma artista completa e conosciuta anche a chi non ascolta abitualmente musica metal.

Tracklist
01. O Come, O Come, Emmanuel
02. Together
03. We Three Kings
04. Deck The Halls
05. Pie Jesu
06. Amazing Grace
07. O Tannenbaum
08. Have Yourself A Merry Little Christmas
09. God Rest Ye
10. Feliz Navidad
11. What Child Is This
12. We Wish You A Merry Christmas

Line-up
Tarja – Vocals

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