Recensione

The Outsider è una one man band proveniente dal Messico e attiva da un paio d’anni.

Partendo da questo debutto omonimo, il polistrumentista che dà il nome al gruppo ha dato vita in due anni a due full lenght, con il secondo uscito lo scorso anno ed intitolato Orchestral Renditions from the Unknown.
Il 2018 ha portato un nuovo ep (Ancient Beast of the Apocalypse) e la riproposizione del primo album, un buon esempio di death metal sinfonico, ispirato in molte parti alla musica popolare del paese di origine ed attraversato da melodie che creano suggestive atmosfere symphonic/folk.
Il musicista messicano si fa aiutare da una serie di ospiti come Nalle Påhlsson eThomas Vikström dei Therion, Antony Hämäläinen, Joey Concepcion e Rick Loera che ha registrato, mixato e masterizzato l’album, che presenta un death metal sinfonico con ancora molti dettagli da limare, ma in gradi di suscitare interesse negli amanti del genere: The Outsider ha nelle parti folk il vero punto di forza, mentre la componente più estrema che struttura il sound risulta abbastanza anonima.
E’ ottimo il growl, vario ed interpretativo, e spiccano un paio di brani (The Invocation e la progressiva The Worst Comes At Night) per una cinquantina di minuti persi nei meandri di un death metal che lascia alle sinfonie il compito di trascinare l’ascoltatore in un mondo lontano, tra incedere metallico e arabeggianti rimandi folk.
The Outsider appare così un lavoro discreto: nel genere si trova sicuramente di meglio, ma la strada è lunga ed il musicista messicano sembra assolutamente pronto alla sfida.

Tracklist
1.The Outsider
2.The Introduction
3.The Invocation
4.Carnage of the Gods
5.My Grave
6.The Race That Failed
7.Ancient Beast of the Apocalypse
8.The Worst Comes at Night
9.Under the Pyramids

Line-up
The Outsider – All instruments, Vocals

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