Recensione

Urali è un ambizioso progetto sonoro che mette insieme varie e diverse istanze musicali, all’insegna della qualità, della bellezza sonora e della delicatezza, cose alquanto sconosciute di questi tempi.

Diviene quasi pesante spiegare il tutto, dato che qui davvero la musica è la cosa più importante e il fine di tutto è dare qualcosa all’ascoltatore. Era da tempo che non si ascoltava un disco così improntato a far scorrere la musica, esplorando differenti zone e facendo sprigionare varie emozioni. Il progetto Urali è portato avanti da Ivan Tonelli ed è la prima volta che incide con altri musicisti, infatti si può sentire in maniera molto marcata la sua impronta cantautorale, che nel suo caso è anche una grande dote. Si provano a rappresentare e a vivere diverse emozioni, a galleggiare a testa alta in un mondo che ti vorrebbe tirare già con i suoi sporchi tentacoli, ma da qualche parte la bellezza c’è ancora, questo disco la possiede e la fa vedere. Chiudere gli occhi, lasciarsi andare e poi forse tornare, non è un ordine ma un consiglio gentile. Ghostology è un disco concepito con canzoni che sono brevi racconti messi in musica, ispirandosi alle opere del sommo vate H.P. Lovecraft, dello scrittore di fantascienza Alex Garland e all’immaginario giapponese degli anime e dei manga. Una delle particolarità di questo disco è che la voce narrante è un’intelligenza artificiale liberatasi dal giogo del suo padrone ed amante e che narra ciò che ha vissuto e la traiettoria della razza umana vista da un’angolazione particolare. La musica è variegata, sognante e dura quando serve, un piccolo trattato di come dovrebbe essere la quella cosiddetta alternativa, ovvero una tuffo nel bello che la musica di massa non offre, e quindi un qualcosa di diverso. Tutto ciò è Ghostology e anche di più: un’opera delicata ed intelligente, frutto di una sensibilità musicale superiore che riesce a stupirsi di fronte alle cose più piccole e che rende molto bene anche quelle assai difficili da spiegare. Nel corso di alcuni pezzi ci sono magnifici cambi musicali che rendono il disco un oggetto difficilmente classificabile per quanto riguarda i generi, e questo è un altro punto a suo favore.

Tracklist
1. A Ghost Anthology
2. Memorizu
3. Arborescence
4. One Day, A Thousand Autumns
5. Grave Of The Stars
6. Dwellers
7. The History Of Mankind On The Palm Of My Hand
8. Finale

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