Recensione

Time To Kill Records pubblica il nuovo album degli Zenit, band nostrana attiva dal 2013 che propone un buon metal estremo di matrice djent e progressive.

Black Paper è composto da otto brani registrati nella capitale ai Kick Recording Studio dal noto produttore Marco Mastrobuono, già al lavoro con Coffin Birth, Hour Of Penance e Fleshgod Apocalypse, per una mezz’ora circa di metal moderno e tecnicamente inattaccabile, dalle trame progressive che non risultano troppo intricate lasciando che ogni brano scorra fluido e potente.
L’uso della doppia voce non sempre convince nella parte pulita, e conseguentemente gli Zenit si fanno preferire nei tanti momenti più estremi delle varie tracce, dall’opener che prende il titolo dal nome del gruppo, passando per la successiva Wraith, la notevole Crow’s Perch e la title track.
Prodotto egregiamente, l’album vive sull’altalena tra le parti estreme ed atmosferiche e liquide sfumature in cui il rock e l’elettronica creano bolle di ossigeno musicale all’interno delle quali ripararsi dalle imminenti esplosioni estreme.
Senza mai portare la mera tecnica a soffocare il songwriting, gli Zenit danno prova di una già buona maturità artistica in un genere troppe volte afflitto da un abuso della tecnica strumentale fine a sé stessa.

Tracklist
01. Zenit
02. Wraith
03. Above and Below
04. Crow’s Perch
05. King Of Lies
06. The Prophecy
07. Black Paper
08. Nadir

Line-up
Federico Fracassi – Vocals
Andrea Pedruzzi – Bass & Growls
Simone Prudenzi – Guitars
Daniele Carlo – Drums

ZENIT – Facebook