Recensione

I Туман sono una delle band più longeve in ambito black tra quelle ungheresi.

Nato all’inizio del millennio, questo interessante gruppo guidato offre un black metal di pura matrice scandinava, privo di fronzoli ma di notevole efficacia, nonostante una produzione perfettibile e l’utilizzo della lingua madre a livello lirico non favoriscano certo l’approccio ad ascoltatori occasionali.
Tra intro ed outro sono racchiusi in Zuhanás cinque brani di media lunghezza, piuttosto simili per ritmi e soluzioni sonore, ma decisamente impattanti in quanto pur nella loro essenzialità viene sempre esibito un intrigante substrato melodico.
Quello offerto dai Туман e un black suonato e composto con tutti i crismi, ruvido opprimente e di buona attrattività, all’interno del quale va notato che la nostra poca familiarità con la lingua magiara fa talvolta sembrare che la vocalist Dim ringhi i propri testi in un ipotetico idioma recitato al contrario: questo, per assurdo, non fa che accrescere il fascino di questo lavoro.
La title track può essere d presa ad opportuno esempio delle coordinate dell’opera: ritmiche martellanti, un lavoro chitarristico essenziale ma molto efficace ed un sibilo efferato a livello vocale sono gli elementi che si intrecciano al meglio con un sound che riprende con competenza, come detto, la matrice scandinava del genere, con un occhio rivolto più alla Svezia che non alla Norvegia, ma conservando sufficienti tratti personali. Zuhanás è un ascolto conseguentemente raccomandato a chi ricerca interessanti realtà sommerse all’interno delle scene dalle tradizioni meno consolidate.

Tracklist:
1. Prologue
2. Érzéslenyomatok I / Feelingprints I
3. Érzéslenyomatok II / Feelingprints II
4. Zuhanás / Falling
5. A mindenség pulzálása / The Pulsation of Everything
6. Egy állomás a végtelen közepén / A Station in the Middle of Infinity
7. Epilogue

Line-up:
Shadow – Bass
Dim – Guitars, Vocals
B. – Drums

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