Process Of Guilt – Fæmin

Avevamo lasciato nel 2009 i Process Of Guilt alle prese con “Erosion”, lavoro nel quale erano state gettate le basi per una trasformazione del sound in qualcosa di diverso dal pur valido death-doom degli esordi.

Di fronte a un certo immobilismo stilistico, sia pure tutt’altro che sgradito, da parte della maggioranza delle band dedite al genere, l’evoluzione costante del gruppo portoghese appare ancora più strabiliante, alla luce del risultato che scaturisce da questo disco.
In Fæmin, infatti, la malinconia e la rassegnazione, che erano il tratto distintivo delle produzioni precedenti, sono accantonate per lasciare spazio alla rabbia e all’aggressività rappresentate da sonorità che, riportando al post-metal dei Neurosis, all’industrial claustrofobico dei Godflesh, ma anche ai primi lavori dei sottovalutati Disbelief, vengono esibite con una personalità sorprendente, pur senza abiurare l’attitudine monolitica del doom.
Il disagio esistenziale e il rifiuto di una realtà sempre più alienante, si manifestano tramite brani pachidermici, paragonabili a schiacciasassi che con il loro lento incedere travolgono tutto ciò che incontrano sul loro percorso, in maniera inarrestabile.
La voce di Hugo, parallelamente al sound della band, ha abbandonato il growl profondo che conoscevamo e si è trasfigurata in un ringhio, un urlo carico d’odio proveniente dagli abissi più reconditi della psiche umana; la piattaforma sonora su cui poggia è costituita da riff plumbei e ossessivi e da una base ritmica che martella in maniera pressoché incessante.
I brani presenti sono cinque, ma il fatto che siano collegati tra di loro rende, di fatto, Fæmin un corpo unico, un incubo sonoro che, per le nostre convenzioni spazio-temporali, dura solo quaranta minuti, ma che in realtà sembra non doversi arrestare mai; un’esperienza sonora che annichilisce per la sua intensità e che, per quanto ci si possa provare, le parole non riescono a descrivere in maniera esaustiva.
Paradossalmente l’unico autentico problema dei Process Of Guilt è che, dopo un album di questa levatura, riuscire a fare meglio sarà pressoché impossibile : un cruccio che molte band vorrebbero avere …

Tracklist :
1. Empire
2. Blindfold
3. Harvest
4. Cleanse
5. Fæmin

Line-up:
Custódio Rato – Bass
Gonçalo Correia – Drums
Nuno David – Guitars
Hugo Santos – Vocals, Guitars

PROCESS OF GUILT – Facebook

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

In Your Eyes ezine webzine dal 1999

  • :: ACUFENI :: FASTIDI AURICOLARI CONTEMPORANEI #39
    by Marco Valenti on 3 Febbraio 2026 at 16:46

    Spazio per questo trentanovesimo episodio di :: acufeni :: a Adam Badí Donoval, Beta Voids, Blut Aus Nord, Flesh Narc e Frostmoon Eclipse.

  • The Molotovs – Wasted on youth
    by Reverend Shit-Man on 2 Febbraio 2026 at 22:21

    Eccoli qui, attesi al varco, i nuovi cocchi della scena rock ‘n’ roll inglese, i giovanissimi Molotovs. Dopo una manciata di singoli, usciti l’anno scorso, e una attività concertistica già nutrita (che li ha visti suonare negli Stati Uniti, e che ha toccato anche l’Italia, oltre ad aver condiviso il palco con Iggy Pop, Damned,

  • M. B. & P.U.M.A. – Moho Abyss
    by Massimo Argo on 31 Gennaio 2026 at 18:24

    Esce per la tedesca Attenuation Circuit il nuovo lavoro di M.B. & P.U.M.A. "Moho abyss", opera algida e bellissima di elettronica oltranzista.

  • Alan Vega – Alan Vega / Collision Drive (reissues)
    by Reverend Shit-Man on 30 Gennaio 2026 at 22:20

    La Sacred Bone Records ha ristampato e rimasterizzato i primi due album solisti di Alan Vega, visual artist e compianto frontman newyorchese (e agitatore musicale/culturale) che ci ha lasciati prematuramente dieci anni fa. Quest’anno il debutto omonimo (originariamente uscito nel 1980) e il successivo “Collision drive” (dato alle stampe 1981) sono stati oggetto di una

  • La Furnasetta Something Wicked This Way Comes
    by ÜTO on 30 Gennaio 2026 at 17:48

    Nuova uscita per il misterioso collettivo genovese fautore di un noise elettronico molto d’atmosfera, dai tratti eminentemente dark ambient.

GRAZIE A TUTTI

Come preannunciato all’inizio dell’estate, l’attività di MetalEyes è cessata ufficialmente dal 31 agosto con la pubblicazione dell’ultima recensione. Il sito rimarrà comunque online ancora per

Leggi Tutto »

Esogenesi – Esogenesi

I quattro lunghi brani, inframmezzati da un breve strumentale, testimoniano in ogni frangente lo spessore già ragguardevole raggiunto dagli Esogenesi al loro primo passo, sicuramente non più lungo della gamba in quanto preparato con tempi debitamente lunghi come si conviene a chi si dedica ad un genere per sua natura antitetico a tutto ciò che appare frettoloso o superficiale.

Leggi Tutto »

Hardline – Life

La cover di Who Wants To Live Forever dei Queen come perla incastonata tra la dozzina di tracce che compongono l’album, valorizza, se ce ne fosse bisogno il gran lavoro degli Hardline a conferma dell’ottimo stato di forma dell’hard rock melodico.

Leggi Tutto »

Walkways – Bleed Out, Heal Out

In un momento di scarsa qualità delle proposte alternative rock vicine al metalcore questo gruppo è una bella scoperta e vi regalerà degli ascolti molto piacevoli e duraturi.

Leggi Tutto »