Marche Funèbre – Into The Arms Of Darkness

I belgi Marche Funèbre appartengono a quella tipologia di band che hanno avuto una crescita graduale nel corso degli anni.

Se il primo lavoro su lunga distanza, To Drown, aveva ricevuto pareri discordanti, Root Of Grief aveva già mostrato una progressione importante che non era però ancora sufficiente per portare il gruppo fiammingo al livello delle migliori realtà europee del death doom: l’operazione riesce con questo buonissimo Into The Arms Of Darkness, per la soddisfazione degli estimatori del genere.
Va detto subito che l’album ruota indubbiamente attorno ad un brano magnifico come Lullaby of Insanity, che gode di soluzioni melodiche di gran pregio e si imprime con un certo agio nella memoria, nonostante la sua lunghezza sfiori il quarto d’ora (condivisibile al 100% la scelta di abbinarvi un riuscito video); il risultato è ottimale grazie alle soluzioni brillanti che ben si sposano con l’interpretazione vocale versatile e sentita di Arne Vandenhoeck, con l’unico neo di un break centrale recitato che, per quanto funzionale a livello lirico, finisce inevitabilmente per spezzare il pathos del brano.
A proposito del vocalist, è apprezzabile la sua capacità di districarsi con disinvoltura tra growl, scream e clean vocals, anche se queste ultime non sempre sono stabili per intonazione, ma ciò viene compensato da una spiccata carica evocativa; il riferimento naturale a livello stilistico non può che essere comunque Stainthorpe, per il tipico incedere cantilenante che tutti noi abbiamo imparato ad amare.
Del resto l’interpretazione del genere dei Marche Funèbre è quanto mai ortodossa e trae linfa, appunto, dalla tradizione del death doom albionico, per conferirvi poi una certa vis melodica espressa dal pregevole lavoro di Peter Egberghs alla chitarra solista, ma rinunciando all’uso delle tastiere, strumento che in certi frangenti si sarebbe rivelato utile per riempire un sound talvolta troppo asciutto (come per esempio nel brano di chiusura The Garden of All Things Wild).
Detto ciò, Into The Arms Of Darkness è un disco che parte con il piede giusto fin dall’opener Deprived e così si snoda, prima tramite un’altra traccia dall’andamento simile (Capital of Rain) e contrassegnata da sempre buone linee melodiche, poi con un brano relativamente differente per ritmiche e costruzione come Uneven, carico di tensione nella sua parte iniziale per poi stemperarsi in un lento e più tradizionale deflusso sonoro.
L’episodio conclusivo è invece ingannevole, perché per 2/3 del suo sviluppo appare troppo ripiegato sulle posizioni dei My Dying Bride nella loro versione più statica, ma si riscatta ampiamente con una parte finale dall’elevata emotività: in ogni caso, gli sporadici cali risultano un peccato veniale allorché inseriti nel contesto di un’opera dalla durata corposa, non andando ad inficiarne in alcun modo la resa complessiva.
Sebbene perfettibile in qualche frangente, il terzo full length dei Marche Funèbre è sicuramente quello della consacrazione, anche se ritengo che ci siano abbondanti margini per fare ancora meglio: l’importante monicker prescelto pesa un poco sulle spalle dell’ottima band belga, creando negli appassionati elevate quanto inevitabili aspettative che, comunque, in quest’occasione sono state ampiamente mantenute.

Tracklist:
1. Deprived (Into Darkness)
2. Capital of Rain
3. Uneven
4. Lullaby of Insanity
5. The Garden of All Things Wild

Line up:
Dennis Lefebvre – Drums
Peter Egberghs – Guitars, Vocals
Kurt Blommé – Guitars
Arne Vandenhoeck – Vocals
Boris Iolis – Bass, Vocals

MARCHE FUNEBRE – Facebook

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Frontiere Sonore Radio Show Frontiere Sonore è una nuovo format radiofonico ospitato da Radio Jasper, condotto da Simone Benerecetti di In Your Eyes Magazine e da Federico "Deca" De Caroli. Musica senza frontiere e senza condizioni, se non quella di una qualità artistica che la renda interessante al di là dei generi.

  • MISS C-LINE – Mellow Hearts
    by Leonardo Pulcini on 31 Dicembre 2025 at 14:52

    Una rosa del deserto e una ragazza svizzera hanno in comune delle radici ben piantate a terra e dei petali fragili, che MISS C-LINE trasforma nell'unione perfetta di musica classica e neo-soul.

  • Estinzione Klava
    by Massimo Argo on 30 Dicembre 2025 at 17:02

    Estinzione e Klava: un gran bel split, grindcore, hardcore, metalpunx, violenza rivoluzionaria e primitiva.

  • Bebaloncar – Love to death
    by Reverend Shit-Man on 29 Dicembre 2025 at 23:47

    Qualche mese fa, in una rubrica, avevamo già presentato i bolognesi Bebaloncar, creatura fondata e forgiata dal frontman, chitarrista e principale songwriter del progetto, Riccardo Scannapieco aka "Scanna",

  • Serata del 20 dicembre al Bunker Strasse E, Dresda
    by NoiseGang on 29 Dicembre 2025 at 19:16

    Anenzephalia, Grunt e Human Larvae mettono a nudo la sofferenza dell’umanità attraverso musica, estetica e contraddizione, sono sempre più necessari.

  • Plaster – Mainframe Re_coded
    by Massimo Argo on 29 Dicembre 2025 at 15:15

    Terzo disco del produttore elettronico romano Plaster, anche se definirlo techno è davvero riduttivo.

GRAZIE A TUTTI

Come preannunciato all’inizio dell’estate, l’attività di MetalEyes è cessata ufficialmente dal 31 agosto con la pubblicazione dell’ultima recensione. Il sito rimarrà comunque online ancora per

Leggi Tutto »

Esogenesi – Esogenesi

I quattro lunghi brani, inframmezzati da un breve strumentale, testimoniano in ogni frangente lo spessore già ragguardevole raggiunto dagli Esogenesi al loro primo passo, sicuramente non più lungo della gamba in quanto preparato con tempi debitamente lunghi come si conviene a chi si dedica ad un genere per sua natura antitetico a tutto ciò che appare frettoloso o superficiale.

Leggi Tutto »

Hardline – Life

La cover di Who Wants To Live Forever dei Queen come perla incastonata tra la dozzina di tracce che compongono l’album, valorizza, se ce ne fosse bisogno il gran lavoro degli Hardline a conferma dell’ottimo stato di forma dell’hard rock melodico.

Leggi Tutto »

Walkways – Bleed Out, Heal Out

In un momento di scarsa qualità delle proposte alternative rock vicine al metalcore questo gruppo è una bella scoperta e vi regalerà degli ascolti molto piacevoli e duraturi.

Leggi Tutto »