La Cuenta – La Confessione di Antonius Block

Quarto impressionante full length per i fiorentini La Cuenta, autori di uno sludge doom che si muove su binari tutt’altro che scontati, nonostante i concreti rischi che si corrono quando si struttura un lavoro in maniera simile.

Qui, infatti, troviamo un solo brano di circa trentacinque minuti, nel corso del quale la chitarra di Matteo Gigliucci urla e reitera le sue note, ben sostenuta dal violoncello dell’ospite Naresh Ran, creando un tessuto sonoro ossessivo e straniante, ottimamente sorretto dal lavoro percussivo di Nicola Savelli, ma alla resa dei conti, neppure troppo ostico all’ascolto, almeno per orecchie adeguatamente allenate.
Intendiamoci, la musica di immediata fruibilità è tutt’altra cosa, ma in quest’opera on si rinviene un rumorismo dronico fine a sé stesso e neppure una serie di suoni affastellati l’uno sull’altro contro ogni logica, bensì una linea armonica ben distinguibile, specie nella parte iniziale, prima che i campionamenti tratti dal bergmaniano Il Settimo Sigillo (del quale l’Antonius Block del titolo è il protagonista) irrompano, con il personaggio interpretato da Max Von Sydow (qui con la voce del doppiatore Emilio Cigoli) a farsi portavoce di una serie di quesiti destinati a restare irrisolti.
Per almeno una ventina di minuti il flusso sonoro si insinua nell’udito in maniera irresistibile e l’effetto è talmente soffocante che, quando interviene un cambio di registro, il respiro invece di aprirsi si blocca prima di ritrovare qualche particella di ossigeno; poi, quando si ode Block iniziare la sua confessione, a prendere la scena è la spinta sperimentale, anche se la tensione non scema affatto, semplicemente viene alimentata da un impatto più drammatico e solo in apparenza meno nitido, sovrapponendosi a linee guida in precedenza maggiormente identificabili.
Alla fine, del toccante dialogo tra Block con e la Morte, disturbato da un effluvio di effetti e negli ultimi minuti da riff di estrema pesantezza, l’unica frase che risulta perfettamente intelligibile è “non credi che sarebbe meglio morire?”, risultando in qualche modo emblematica della venefica profondità di questo magnifico album, di grande impatto sia dal punto di vita musicale sia da quello prettamente concettuale, e capace di restituire in toto, quasi ne fosse la colonna sonora,  le atmosfere cupe e l’inquietudine magistralmente evocate con il suo film dal regista svedese, tutto questo proprio nell’anno in cui ne ricorre il cinquantennale dell’uscita.

Tracklist:
1. La confessione di Antonius Block

Line-up:
Matteo Gigliucci: chitarra, ampli e pedali.
Nicola Savelli: batteria, macchine e pedali.

Guest:
Narèsh Ran: violoncello

LA CUENTA – Facebook

https://www.youtube.com/watch?v=Q65vxYlOXHI

La Cuenta - La Confessione di Antonius Block - metal

In Your Eyes ezine webzine dal 1999

  • Il pettine di Laura Pariani
    by admin on 14 Marzo 2026 at 18:08

    Scopri Il pettine di Laura Pariani, libro di racconti sulle vite e le memorie delle donne contadine, tra dolore, ricordi e introspezione profonda.

  • Smell of grunge, La scena di Seattle e i suoi dischi.
    by Massimo Argo on 13 Marzo 2026 at 16:45

    Scopri Smell of grunge, il libro che esplora la scena di Seattle e i dischi fondamentali del grunge, tra passione e storia musicale.

  • Path Of Sorrow – Horror museum
    by Massimo Argo on 12 Marzo 2026 at 16:54

    Un secondo disco molto atteso e riuscito benissimo, che porta i Path Of Sorrow al livello superiore della loro carriera, per uno dei migliori dischi metal italiani del 2025. “Horror museum” per Buil2Kill Records, è il secondo disco dei genovesi Path Of Sorrow, a distanza di nove anni dal debutto intitolato “Fearytales”. Il gruppo suona

  • Il piccolo diavolo nero di Gianfranco Manfredi
    by Marco Sommariva on 12 Marzo 2026 at 13:44

    Scopri “Il piccolo diavolo nero di Gianfranco Manfredi”: avventure, ciclismo e passioni nel 1893. Un romanzo storico e intenso che cattura ogni lettore.

  • Laughing Hyenas – That Girl: Live Recordings 1986 – 1994
    by Reverend Shit-Man on 11 Marzo 2026 at 22:35

    Non si parla (e non si loda) mai abbastanza della parabola dei Laughing Hyenas, l’esplosiva formazione garage/noise/punk/blues statunitense, originaria del Michigan (Ann Arbor, le stesse zone che hanno dato i natali anche ai mostri sacri del proto-punk, gli Stooges, e affini alla scena di Detroit che conobbe il suo boom alla fine dello scorso millennio)

GRAZIE A TUTTI

Come preannunciato all’inizio dell’estate, l’attività di MetalEyes è cessata ufficialmente dal 31 agosto con la pubblicazione dell’ultima recensione. Il sito rimarrà comunque online ancora per

Leggi Tutto »
Esogenesi - Esogenesi - metal

Esogenesi – Esogenesi

I quattro lunghi brani, inframmezzati da un breve strumentale, testimoniano in ogni frangente lo spessore già ragguardevole raggiunto dagli Esogenesi al loro primo passo, sicuramente non più lungo della gamba in quanto preparato con tempi debitamente lunghi come si conviene a chi si dedica ad un genere per sua natura antitetico a tutto ciò che appare frettoloso o superficiale.

Leggi Tutto »
Hardline - Life - rock

Hardline – Life

La cover di Who Wants To Live Forever dei Queen come perla incastonata tra la dozzina di tracce che compongono l’album, valorizza, se ce ne fosse bisogno il gran lavoro degli Hardline a conferma dell’ottimo stato di forma dell’hard rock melodico.

Leggi Tutto »
Walkways - Bleed Out, Heal Out - metal

Walkways – Bleed Out, Heal Out

In un momento di scarsa qualità delle proposte alternative rock vicine al metalcore questo gruppo è una bella scoperta e vi regalerà degli ascolti molto piacevoli e duraturi.

Leggi Tutto »