Recensione

C’è un qualcosa nella musica degli svedesi Acolytes Of Moros che fa capire subito che ci si trova di fronte ad un grande gruppo, con un modo di comporre rivolto al cielo più che alla terra.

Il trio svedese fa un doom metal molto poco canonico, nel senso che le basi di partenza sono quelle classiche del genere, ma poi si continua per strade non ancora battute. Ad un primo ascolto il suono di The Wellspring potrebbe sembrare minimale, ma è uno dei suoi punti di forza, perché con uno suono ben poco prodotto riescono a tirare fuori delle melodie e delle atmosfere incredibili e molto coinvolgenti. Il groove di questo gruppo è particolare e molto originale, c’è un incessante ricerca di un flusso sonoro che accompagna l’ascoltatore per tutta la durata del disco. Le tracce sono tutte di lunga durata, le narrazioni sono di ampio respiro, ascoltandole non si percepisce che durano molto perché si è totalmente assorti in un suono che ci riporta indietro, in una natura pressoché incontaminata, in cui le stelle alla notte si vedevano ancora e le tenebre erano parte di noi, no n qualcosa da cui fuggire bensì un modo per avanzare nella nostra conoscenza. Come riferimenti musicali si potrebbe dire che c’è molto del doom e qualcosa di gruppi come gli Yob, che spuntano sempre quando le composizioni sono intelligenti e costruite seguendo una struttura. Nonostante esistano dal 2010, questo è l’esordio sulla lunga distanza per gli Acolytes Of Moros, ed è giusto così perché gruppi con questo passo sonoro non possono comporre in fretta, ma necessitano del giusto tempo per far decantare le loro composizioni. Le parti vocali sono eseguite in un modo che accompagna molto bene la musica, come un bardo che canta le sue storie in un ambiente simile a quello raffigurato nella loro copertina. Un disco nettamente sopra la media delle uscite doom metal, comunque in genere di buon livello, e sicuramente molto diversa e assai godibile.

Tracklist
1.Disenthralled from the Trammels of Deception
2.A Yen to Relinquish and Evanesce
3.Forbearance
4.Quotidian
5.Venerate the Dead

Line-up
Christoffer Frylmark – Bass, Vocals
Rasmus Jansson – Drums
Simon Carlsson – Guitars

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