Recensione

Prosegue senza intoppi, per la gioia di tutti gli appassionati della buona musica, il percorso stilistico intrapreso da oltre un decennio dal francese Stéphane Pout, meglio conosciuto come Neige, e del suo progetto solista Alcest.

Kodama è il quinto full length in una discografia di eccelso livello, che ha visto il nostro muoversi da una forma di black metal dalle sfumature sognanti fino a giungere ad una sorta di codificazione di ciò che, oggi, viene definito shoegaze.
Se, da un lato, le asprezze contenute in Souvenirs d’un Autre Monde mancheranno a chi è avvezzo a sonorità più robuste, gli Alcest odierni restituiscono focalizzato al meglio il sentire poetico ed artistico di Neige.
I Kodama sono spiriti che, nella tradizione nipponica, aleggiano nei boschi e, in effetti, il loro ruolo immaginifico ben si addice ad una musica che fluttua in sintonia con la nostra coscienza, guidandoci lungo le visioni oniriche del musicista francese.
I riferimenti alla musica giapponese sono rinvenibili solo a tratti, in certi passaggi della title track e nello strumentale Onyx, posto in chiusura dell’opera, ma per il resto Kodama è un lavoro che non trae in inganno e non delude, fin dalla sua prima nota, chi ha imparato ad amare e conoscere l’arte espressa da Neige, come sempre accompagnato in questi ultimi anni dal fido drummer Winterhalter.
Kodama è un lavoro che si snoda liquido ed intenso, come forse da un po’ non succedeva agli Alcest, recuperando anche con convinzione qualche accelerazione di matrice black (Eclosion, Oiseaux De Proie) che, a noi anime intimamente metalliche, fa sempre un gran piacere riascoltare, inserite all’interno di sequenze contraddistinte da un malinconico languore.
Neige possiede l’innata capacità di evocare immagini tramite la propria musica: il senso dello scorrere inesorabile del tempo e la necessità di imprimerne ogni momento nella memoria, affinchè tutto il vissuto non si riveli vano e vada irimediabilmente perduto per sempre (a tale riguardo consiglio a tutti di riguardarsi quella struggente opera d’arte visiva e musicale che corrisponde al video che girato anni fa per Autre Temps), sono il fulcro della poetica degli Alcest.
Personalmente ritengo Kodama il migliore lavoro dell’artista transalpino dai tempi di Écailles de Lune, e non è cosa da poco, ma è evidente a tutti che, al di là dell sfumature che possono far prediligere a ciascuno un lavoro piuttosto che un altro, siamo al cospetto di uno dei musicisti più bravi ed influenti emersi in assoluto nel nuovo millennio.

Tracklist:
1.Kodama
2.Eclosion
3.Je Suis D’ailleurs
4.Untouched
5.Oiseaux De Proie
6.Onyx

Line-up:
Neige
Winterhalter

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