Recensione

Non è una novità constatare che la scena estrema francese è, probabilmente, quella con il più elevato numero di band in grado di proporre sonorità fuori dagli schemi riuscendo a coniugare originalità ed efficacia.

A metà degli anni ’90, nelle terre d’oltralpe, Misanthrope ed Elend, sia pure su piani stilistici differenti, mettevano già ampiamente in mostra quell’indole sperimentale che avrebbe portato qualche anno più tardi nomi quali Blut Aus Nord e Deathspell Omega a collocarsi quali punte di un movimento, definibile a grandi linee, come black metal avanguardistico. Gli Ars Moriendi, one man band di Clermont-Ferrand, attiva da oltre un decennio e giunta, con La Singulière Noirceur d’un Astre, al terzo album, possono in qualche modo essere accostabili per umori e suoni alle prime due band citate, alla luce di una spiccata versatilità unita ad un gusto melodico di prim’ordine, anche se, di fatto, in molti passaggi appare piuttosto evidente soprattutto la vicinanza con i tedeschi Nocte Obducta. Arsonist si dimostra abile nell’amalgamare le ruvidezze del black, invero non troppo accentuate, con un indole progressiva dalle tinte fosche raggiungendo il risultato, tutt’altro che scontato, di esibire una certa varietà di schemi senza che questa risulti, nel contempo, troppo cervellotica. L’album è composto da cinque lunghi brani, piuttosto differenti tra loro per stile ed umori, tra i quali spicca l’episodio che maggiormente richiama alla mente la band di Mainz, De Ma Dague …, che si guadagna la menzione d’onore per il suo scorrere, con buona fluidità, tra partiture atmosferiche basate su liquide note di chitarra ed accelerazioni controllate guidate dalla voce aspra, ma espressiva, del musicista francese. Ma La Singulière Noirceur d’un Astre è davvero molto più di un semplice gioco di rimandi: Arsonist fa vivere ampiamente la sua creatura di luce propria, passando senza soluzione di continuità da frammenti di minimalismo ad ampie aperture atmosferiche, da canti ecclesiastici alla furia dei blast beat, per una caleidoscopica esibizione di indiscutibile talento compositivo. Il terzo album degli Ars Moriendi è senz’altro di non facile fruizione ma non presenta, d’altro canto, quei momenti di sperimentazione fine a se stessa dei quali, spesso, in molti abusano per occultare una semplice carenza di idee. Davvero un ottimo lavoro che potrebbe indurre diversi ascoltatori ad effettuare una ricognizione retrospettiva della produzione della one man band transalpina.

Tracklist:
1. De l’intouchable mort
2. Vanité
3. De ma dague…
4. Ars Moriendi
5. La singulière noirceur d’un astre

Line-up: Arsonist All instruments, Vocals

ARS MORIENDI – Facebook

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