Recensione

Gli Ascension appartengono alla vasta cerchia di band tedesche capaci di offrire un black metal di buona qualità.

Certamente si rischia d’essere ripetitivi nel affermare con convinzione che il genere suonato da quelle parti ben difficilmente delude le aspettative, ma si tratta di un dato di fatto che va comunque rimarcato.
Il black targato Ascension è ben circoscritto nell’ortodossia stilistica da anni codificata e, in questo caso, la band decise di smussare anche certe soluzioni meno dirette che apparivano in passato: ne deriva così un interpretazione efficace, ben focalizzata e arricchita da interessanti break di chitarra solista.
Tutto ciò avviene senza che si smarrisca il carico corrosivo che il black deve portarsi appresso, trovando il suo apice nei momenti in cui l’intensità ritmica va di pari passo con un substrato metodico che esalta la tensione espressiva, come avviene magistralmente nella notevole Thalassophobia e nella dirompente Dreaming In Death.
Under Ether, che è il terzo album per gli Ascension, mette in luce un gruppo di musicisti capaci di unire all’impatto corrosivo del black metal anche una tecnica di prim’ordine, ben evidenziata da una produzione capace di rendere definito ogni singolo contributo strumentale: una bellissima prova, che costringe a trovare qualche residuo spazio in un taccuino già piuttosto fitto di band dedite al black metal che, in terra germanica, sono meritevoli di tutta l’attenzione possibile.

Tracklist:
1. Garmonbozia
2. Ever Staring Eyes
3. Dreaming In Death
4. Ecclesia
5. Pulsating Nought
6. Thalassophobia
7. Stars To Dust
8. Vela Dare

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