Recensione

Gli Assumption sono un duo palermitano composto da Giorgio e David, musicisti che troviamo coinvolti anche in altre band già portate in evidenza da Iyezine: il primo, che si occupa della voce e di tutti gli strumenti ad eccezione della batteria, lo ritroviamo anche con Elevators to the Grateful Sky, Sergeant Hamster Haemophagus e Morbo, mentre il secondo, che si dedica appunto al lavoro dietro alle pelli, è tutt’ora anch’esso coinvolto nelle ultime due band.

Musicisti versatili, dunque, visto che nei gruppi citati si spazia dallo stoner al death, dalla psichedelia al grindcore: sotto il monicker Assumption i due, invece, affidano la loro urgenza espressiva ad un death-doom di grande fascino, derivante da caratteristiche peculiari che talvolta ne rendono persino un po’ forzata la collocazione in tale ambito stilistico.
The Three Appearances presenta una mezz’oretta di musica che, almeno nella sua prima metà circa, coincidente con i primi tre brani, ci riporta di peso all’alba degli anni ’90, per l’esattezza proprio al 1991, anno di grazia che vide l’uscita di tre capolavori epocali per il metal estremo: “Necroticism …” dei Carcass, “Forest Of Equilibrium” dei Cathedral e “Blessed Are The Sick” dei Morbid Angel: non è un azzardo affermare ciò, visto che un ascoltatore attento potrà rinvenire agevolmente un growl profondo alla David Vincent sovrastare un riffing di stampo carcassiano, spesso rallentato fino alla bradicardia, così come avveniva nella irreplicata pietra miliare edita dalla band di Lee Dorrian.
Esagero? No, anche perché, essendo (purtroppo) sufficientemente vecchio per aver potuto ascoltare quei dischi in tempo reale, e per di più quand’ero già adulto, le prime piacevoli sensazioni provate all’ascolto del lavoro degli Assumption sono state proprio quelle legate a tali sonorità apparentemente antiche, eppure sempre dannatamente attuali.
Il duo siciliano riesce in questa non facile impresa senza disdegnare di regalare un’ultima parte di album dai tratti più sperimentali, come quella rappresentata dai dodici minuti della title-track, laddove viene immessa un’importante componente psichedelica che va a compenetrarsi con passaggi di morbosa lentezza, sempre sorretti da un growl e da un chitarrismo davvero convincenti da parte di Giorgio.
Gran disco, l’ennesimo partorito in ambito estremo dalla musicalmente sempre fertile Trinacria.

Tracklist:
1. Moribund State Shift
2. The NonExisting
3. Veneration of Fire
4. The Three Appearances (Snag Gsum)

Line-up:
David – batteria
Giorgio – chitarra, basso, synth, voce

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