Recensione

Abbiamo già fatto musicalmente la conoscenza di Sergey Nesterenko, parlando nella scorsa estate del lavoro targato Sawsoer, suo progetto solista improntato su un prog/djent strumentale; lo ritroviamo oggi, in coppia con un altro musicista ucrraino, Yuri Dubrovsky, alle prese con il progressive death doom degli Asthme.

Anche se il genere proposto differisce in maniera evidente, pur mantenendo di tanto in tanto qualche punto di contatto, non si può fare a meno di notare che lo svincolo dalla natura di one man band e l’inserimento delle parti vocali restituisce un lavoro di bel altro spessore rispetto al già discreto Unceasing Growth.
Questo ep autointitolato offre, infatti, una mezz’ora di musica di buona fattura, con qualche mezzo in più per garantirsi la permanenza nei lettori cd e l’attenzione di un numero maggiore di ascoltatori, in virtù di una certa varietà supportata da una registrazione adeguata.
L’esordio del disco, con New World, è gradevolmente ingannevole, visto che l’incipit melodico affidato ad una bella voce femminile (Maryana Zhdanyuk) sembra condurre su lidi gotici mentre, in realtà, il brano man mano acquista quell’asprezza delineata da ritmiche più incalzanti ed un riffing tagliente che diverrà tratto comune nel resto del lavoro.
Di certo non è facile inquadrare con precisione il sound degli Asthme, perché se la base di partenza potrebbe sembrare il doom, le componenti sludge e death si alternano assieme ad una vena progressive e post metal che rendono il tutto inquieto e sufficientemente cangiante; il duo ucraino convince di più quando preferisce pennellare piuttosto che martellare, proprio perché dimostra d’avere in serbo una vena melodica sognante mentre, quando il sound si estremizza, il tutto funziona ugualmente bene ma restando nell’alveo di un metal estremo molto tecnico e assimilabile ad un geometrico djent , anche se, in un notevole brano come Sparks, è soprattutto una drammaticità di fondo a prevalere.
The Dead Gardens, già edito come singolo lo scorso anno, e la conclusiva Void, mantengono le coordinate appena descritte facendo sempre intuire un potenziale di prim’ordine che i nostri, per ora, mantengono piuttosto compresso in uno spesso involucro di virulento tecnicismo (vedasi il finale della traccia conclusiva).
L’ep d’esordio degli Asthme si rivela comunque un buon passo d’inizio per la coppia Nesterenko – Dubrovsky, che dimostra d’avere tutte le carte in regola per offrire al pubblico qualcosa di importante nel prossimo futuro.

Tracklist:
1. New World
2. Sparks
3. The Dead Gardens
4. Void

Line-up:
Sergey Nesterenko – Guitar, Programming
Yuri Dubrovsky – Vocal, Guitar, Text
Maryana Zhdanyuk – Additional vocal