Recensione

Non è mai troppo tardi per recuperare un bel disco, anche se questo è stato edito per la prima volta come autoproduzione nel 2012, per essere poi riproposto tre anni dopo dalla Hypnotic Dirge: The Hourglass, infatti, è in assoluto uno dei migliori lavori scaturiti dalla scena doom death statunitense nell’ultimo decennio.

Va premesso subito che nascondere o negare le affinità degli Atten Ash con i Daylight Dies è piuttosto difficile e, anche se volessimo passare sopra alle caratteristiche del sound, troviamo una stessa provenienza geografica (il North Carolina) e addirittura un membro in comune (il chitarrista Barry Gambling).
Dopo di che, fatte le debite premesse, l’ascolto di The Hourglass regala il doom death melodico alle sue massime potenzialità, con tanto di certificato sonoro da esibire alla bisogna come See Me… Never, una canzone a dir poco meravigliosa che ricorda non tanto qualcuno ma qualcosa, ovvero quanto questo genere musicale sia inimitabile nel suo offrire emozioni a profusione.
The Hourglass non cede mai per intensità emotiva e stupisce per la sua qualità a prova di comparazione: non c’è infatti un solo brano che non meriti d’essere ricordato o che non contenga momenti di memorabile ed evocativo lirismo.
Se non siamo ai livelli di A Frail Becoming (che uscì nello stesso anno), poco ci manca, e anche per questo non serve parlare oltre di questo disco, che va solo ascoltato e goduto in ogni suo attimo in attesa che gli Atten Ash ritornino alla ribalta con un nuovo e sospirato full length (che, a quanto pare, dovrebbe essere in via di realizzazione).

Tracklist:
1. City in the Sea
2. See Me… Never
3. Not as Others Were
4. Song for the Dead
5. Born
6. First Day
7. Waves of Siloam
8. The Hourglass

Line-up:
Barre Gambling – Guitars, Keyboards
James Greene – Vocals (clean), Guitars, Bass, Drums
Archie Hunt – Vocals (harsh)

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