Recensione

L’Holy Death Over Kyiv Festival V del 2018, ha visto sul palcoscenico alcune band Black ucraine tra le più conosciute (Kroda e Bergrizen principalmente), alcune emergenti (Burshtyn e Grave Circles), i bielorussi Pestilentia e – come altra eccezione territoriale – gli stratosferici Acherontas dalla Grecia.

A Kiev la scena Black e davvero molto attiva (come anche in parte, nel resto del paese) e questo festival – giunto oramai alla quinta edizione – ne è la dimostrazione.
Da questo show, ne è scaturito un live album – Einsamkeit im Wintersturm – per gli ucraini Bergrizen che, forti del fatto di giocare in casa, hanno deciso di portare su vinile (non è prevista una versione in cd, al momento) il meglio della loro produzione che, ad oggi, dopo 11 anni di attività, vanta 5 full-length all’attivo, oltre a un demo, uno split (autoprodotto, con i connazionali Hexenmeister) e alcune raccolte. Pur non essendo un amante dei live (e ancor meno dei live Black Metal), mi sono approssimato a questo album con curiosità; inizialmente dubbioso soprattutto per la produzione, ma ne sono stato immediatamente rapito. Il sound è pressoché perfetto e mostra un sapiente lavoro in fase di registrazione e mixaggio da parte della prolifica label tedesca Purity Through Fire (Azelisassath, Antimateria, Kalmankantaja, Kroda, Sarkrista e decine di altre produzioni).
Ovviamente oggi – nell’era del digitale – tutto è più semplice. La stessa masterizzazione non avviene quasi più in analogico (OTB); se ciò (seppur raramente) accadesse, il processamento vedrebbe comunque come risultato finale il formato digitale: attraverso un processo lungo e difficile, fatto di conversioni da analogico/digitale/potenziale elettrico/nuovamente analogico (tramite un AD Converter – cioè Analog to Digital Converter) e quindi successive riconversioni in dati binari e acquisizioni all’interno della DAW (Digital Audio Workstation).
Invece nel Mastering Digitale (ITB, ossia in the box, che altro non è, che il caro Personal Computer), il processo è molto più semplice, diretto, ed i risultati di gran lunga superiori a quelli dell’analogico.
Ed è per questo che un live di una band come i Bergrizen (quindi non proprio i Dream Theater), risulti essere molto piacevole all’ascolto, grazie a suoni puliti, chiari, nitidi, e netto risalto di tutti gli strumenti che non finiscono mai per perdersi nel calderone sonoro del live. Il mio, un giudizio non solamente personale, ma totalmente ovvio, del tutto evidente, quasi apodittico, se confutato da chiunque acquistasse ed ascoltasse ora l’album.
Chiaro, serve anche tanta bravura della band, in realtà una one-man band, visto che Myrd’raal suona – in studio – tutti gli strumenti e ne è anche il vocalist. Di notizie su chi abbia coadiuvato il lavoro live del frontman ucraino ne abbiamo poche; molto probabilmente qualche session live member misconosciuto e quasi sicuramente Olgerd dei Kroda per le tastiere (con cui Myrd’raal aveva già collaborato nell’album del 2017 “Der Unsterbliche Geist”).
L’album non aggiunge – ovviamente – nulla su quanto già scritto a proposito del genere proposto dai Bergrizen; un ottimo Melodic Black Metal, ricco di atmosfera e di pathos. Certo non siamo di fronte ai connazionali Drudkh, vera icona del Black ucraino; ma Mr.Myrd’raal sa il fatto suo. Strazianti, ossessivi, melodici tremolii Black, avvolti da nebbie a fosche tinte autunnali, cullati da soventi (drammaticamente) melodiosi arpeggi, avviluppano uno scream tragico, lancinante, disperato. Sinceramente a me questi ucraini piacciono davvero, e questo album – che raccoglie il best of – potrebbe essere un’ occasione per tutti, di conoscere una band di cui si sa oggi forse troppo poco, rispetto all’attenzione che meriterebbe.

Tracklist
1. Der unsterbliche Geist
2. Lied der Rache
3. Ankunft der Winterdämmerung II
4. Das alte Herzeleid
5. Entsagen
6. Der Wanderer II – Die Nacht des Raben
7. Der Wanderer
8. Einsamkeit im Wintersturm

Line-up
Myrd’raal – All instruments, Vocals

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