Recensione

I primi passi dei Blind Justice si perdono addirittura alla fine degli anni ottanta, quando diedero alle stampe due demo nel 1989 e nel 1990, per poi scomparire e tornare nel 2012 con il terzo demo.

Capitanata dall’ex Nightfall Mike G., la band di fatto debutta sulla lunga distanza quest’anno e lo fa con un buon lavoro che solca la strada tracciata dai Firewind e dai gruppi della scena metal ellenica.
In The Name Of Justice, infatti, risulta il perfetto esempio della scuola metallica classica del loro paese, con quel pizzico di neoclassicismo scandinavo ad impreziosire canzoni heavy power melodiche, potenti e dal piglio teatrale e drammatico.
I musicisti, tutti di provata esperienza rendono, il lavoro perfetto sotto l’aspetto formale e tecnico, mentre l’epicità che sprigiona dalle canzoni rende speciale l’atmosfera melodic heavy metal del disco.
Con la cover di Master Of The Wind dei Manowar a chiudere l’album e dieci tracce di metal potente ed elegante, il gruppo ateniese riesce in poco tempo a fare breccia nei cuori del metal fans; le tracce, che si trasformano in cavalcate ritmiche, son valorizzate da stacchi melodici e ripartenze power metal al fulmicotone, ed i titoli fanno capire da subito l’indirizzo stilistico (Heavy Metal Revolution, Kingdom Of The Gods, il brano top dell’album, ed Hell Of The War).
Dopo tanti anni, il primo traguardo è stato raggiunto da parte del gruppo greco, ora ci si attende da loro solo una maggiore costanza nelle uscite.

TRACKLIST
1.You Ain’t Got the Guts
2.Cursed by the Angels
3.Heavy Metal Revolution
4.Eternal Skies
5.Greek Warrior
6.World’s Destruction
7.Kingdom of the Gods
8.Hell of the War
9.A Night with an Angel
10.Born for the Underground
11.Master of the Wind (Manowar cover)

LINE-UP
Mike G. – guitars
Dimitris Aggelopoulos – guitars
Tassos Krokodeilos-vocals
Nikos Michalakakos – bass
Takis “Animal” Sotiropoulos – drums

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