Recensione

Epicità, disperazione e gelo sono gli ingredienti che ci investono appena partono le prime note del secondo disco dei canadesi Cantique Lepreux, terzetto del Quebec che nonostante una ancora breve carriera, il primo full length “Cendres Celestes” è del 2016, ha le idee chiare e una ispirazione pura per diffondere la propria arte devota alla nera fiamma.

Cover estremamente esplicativa e titolo suggestivo ci aiutano ad acclimatarci immediatamente nel turbinio emozionale che fuoriesce fin dall’opener Le feu secret, furibondo brano condotto in costante tremolo picking e sorretto dall’angosciante scream di Blanc Feu; qui domina una natura selvaggia, incontaminata, insondabile, invincibile e l’intento della band è quello di trasportarci al suo interno, facendocela conoscere in tutte le sue sfumature. La proposta della band, sette brani, monolitica nel suo incedere, senza sostanziali variazioni, ci avvolge in un freddo vento che spira senza sosta, che non ci offre riparo, ma ci pone davanti all’ asprezza e alla maestosità di un suono senza tempo, memore della lezione nordica ma capace a livello melodico di trovare la strada per colpire la nostra sensibilità romantica. Lo scream in francese dona un afflato nostalgico e angosciante durante tutto lo svolgimento e la title track, quasi sedici minuti divisi in tre parti ci abbraccia in un vortice molto suggestivo dove le chitarre si rincorrono senza sosta e ci ipnotizzano donandoci melodie fredde e pure, figlie di una capacità e di una identità personale. L’urlo liberatorio che prorompe fiero e inesauribile, riempie di forza i nostri cuori e i nostri muscoli, rendendoci partecipi nell’ascolto di un suono sincero e dalla forte identità. Buonissima band e opera assai meritevole in un 2018 ricco di ottime uscite

Tracklist
1. Le feu secret
2. Les étoiles endeuillées
3. Paysages polaires I
4. Paysages polaires II
5. Paysages polaires III
6. Hélas…
7. Le fléau

Line-up
Matrak – Bass
Cadavre – Drums
Blanc Feu – Guitars, Vocals

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