Recensione

Il nuovo lavoro del musicista e compositore britannico Charlie Barnes è il classico album del quale qualcuno potrebbe obbiettare sulla sua presenza nelle nostre pagine, eppure la bellezza di Oceanography ci impone di presentarlo ai nostri lettori, almeno quelli più orientati al rock e alle sperimentazioni.

Barnes, al terzo album, centra l’obiettivo di creare musica rock dalle atmosfere liquide ed avvolgenti come appunto suggerisce il titolo: un oceano di note alternative nel quale confluiscono ispirazioni anche lontane tra loro ma perfette nell’economia dei brani che formano l’opera.
L’ex chitarrista e tastierista di Amplifier e Bastille parte da molto lontano, addirittura dagli anni sessanta, per attraversare il tempo che resta ed arrivare ai giorni nostri accompagnato da un raffinato pop inglese, alternative ed accenni alla new wave, coprendo così i vari decenni che lo separano dai giorni nostri.
E’ un rock elegante, dalle melodie dilatate e delicate che la voce del nostro, dal retrogusto lirico, accompagna in questa navigazione nelle acque calme e poetiche di questo oceano di emozioni, risvegliate dalla title track, dalla splendida Bruising e dalle aperture pop/rock di Maria.
Fuori dai soliti contesti metal ai quali siamo abituati, Oceanography risulta un ottimo lavoro per riappacificarsi con un certo tipo di rock che prende ispirazione dai Muse e dai gruppi mainstream, senza però dimenticare la tradizione pop del secolo scorso.

Tracklist
01.Intro
02.Oceanography
03.Will & Testament
04.Bruising
05.Ruins
06.One Word Answers
07.The Departure
08.Legacy
09.Former Glories
10.Maria
11.All I Have
12.The Weather

Line-up
Charlie Barnes – vocals, guitar, bass, piano, synthesizers
Steve Durose – guitar, bass, synthesizers, programming
Ste Anderson – drums

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