Recensione

Ecco giungere dal Belgio un tentativo di approccio leggermente diverso dal solito nei confronti del post metal.

I Charnia presentano questo loro secondo lavoro intitolato Het Laatste Licht (l’ultima luce), che contiene una sola lunga traccia di quasi quaranta minuti con lo stesso titolo; se tutto questo può mettere sul chi vive qualche ascoltatore meno paziente va detto che, invece, l’operato della band fiamminga non è caratterizzato da un andamento monolitico, benché come è naturale che sia il brano si sviluppi con una progressione piuttosto lenta.
Se vogliamo, Het Laatste Licht è strutturato come una composizione classica, all’interno della quale troviamo diversi movimenti: il paragone non è poi così fuori luogo quando si può constatare che, effettivamente, per circa la prima metà il filo conduttore è un tenue incedere dominato dal violino dell’ospite Jens Debacker, coadiuvato dall’altro supporto esterno costituito dal contrabbasso suonato da Innerwoud.
E’ quasi impossibile non amare un’espressione musicale così intensa ed esemplare nella suo edificare un crescendo emotivo che rende a tratti spasmodica l’attesa di quell’esplosione che, anche senza saperlo a priori, prima o poi si materializzerà nelle cuffie: ma anche questo avviene rispettando i tempi, con una progressione che porta prima l’ingresso delle percussioni e infine, al venticinquesimo minuto, quello della voce e della restante strumentazione elettrica, per poi scemare nuovamente in un liquido e pacato post metal, solo sporcato dalle aspre incursioni vocali.
Het Laatste Licht è una lavoro decisamente anomalo per come è costruito, ma sicuramente affascinante e dall’indubbio spessore qualitativo, mostrando un volto del genere meno virulento e più emotivo.

Tracklist:
01. Het Laatste Licht

Line-up:
Seppe Batens – Drums
Jelle Pieters – Guitars, Vocals
Diederik Van Eetvelde – Bass
Thibaud Meiresone-Keppens – Vocals

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