Recensione

I Collapse Of Light sono un nuovo riuscito esempio di coalizione tra musicisti provenienti da diverse esperienze e  nazioni, volto a dar vita ad un soggetto autonomo capace di offrire ben più della semplice somma degli addendi.

Se il motore del gruppo è portoghese, una componente peculiarmente nordica viene offerta dalla presenza di Natalie Koskinen, vocalist ben nota all’interno della scena doom in virtù della sua storica militanza negli Shape Of Despair e poi, recentemente, per le sue collaborazioni con i Clouds di Daniel Neagoe.
Da tutto questo ne scaturisce un doom atmosferico che racchiude l’approccio malinconico all’esistenza di due popolazioni molto lontane tra loro per clima e morfologia, ma vicine per quel diffuso sentore malinconico che nei finlandesi si esprime musicalmente con tratti più oscuri e veementi, mentre nei lusitani acquisisce tratti più intimisti che, se vogliamo, sono una diretta emanazione della massima espressione della loro musica popolare che è il fado, parola che come doom equivale all’italiano “destino”(da sentire in tal senso la stupenda The Remains of the Day)
La voce di Natalie è come sempre più suadente che non volta a ricercare virtuosismi, e si completa alla perfezione con il growl di Carlos D’Agua, che fu vocalist in quel bellissimo e sottovalutato lavoro intitolato …One Day Less dei Before The Rain, band nella quale hanno militato, sia pure in tempi diversi, anche gli altri due componenti ufficiali della band, Gonçalo Brito e Carlos Monteiro.
Each Failing Step è un album magnifico, proprio perché si sviluppa in una maniera meno scontata di quanto potrebbe far presagire il connubio tra la voce maschile quella femminile all’interno del doom metal: come detto, il sound presenta tratti per lo più intimisti e solo di rado assume in toto sembianze robuste; quando ciò avviene però, il senso di malinconia si trasforma in qualcosa di tangibilmente doloroso.
A Place to Die apre l’album e ne rappresenta il manifesto, andando toccare lungo i suoi diciassette minuti tutte le sfumature sonore che i Collapse Of Light immettono in una scrittura di rara sensibilità, avvolgendo l’ascoltatore e trasmettendogli le emozioni in maniera più dilatata ma non meno efficace.
I Will Not Return è relativamente più breve e ruvida rispetto allìopener e prelude alla pausa cristallina della già citata The Remains of the Day, prima che il brano di chiusura Leaving the Light Behind, anch’esso non lontano dal quarto dora di durata, spinga il sound su territori moto vicino ai Clouds, esibendo un death doom atmosferico, melodico e davvero toccante.
Voci ottime e un lavoro chitarristico di grande qualità sono elementi che, da soli, non sarebbero sufficienti ad elevare un disco alla soglia dell’eccellenza se non ci fossero capacità di scrittura come quelle esibite dai Collapse Of Light, un progetto che ha avuto una gestazione piuttosto lunga ma che, alla fine, ha portato ad un risultato che ripaga di tutta questa attesa sia i musicisti coinvolti che gli stessi appassionati di doom.

Tracklist:
1. A Place to Die
2. I Will Not Return
3. The Remains of the Day
4. Leaving the Light Behind

Line-up:
Carlos D’Agua – vocals
Natalie Koskinen – vocals
Gonçalo Brito – Guitars
Carlo Monteiro – Guitars

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