Crone – Godspeed

Ritrovare Phil Jonas “sG”, leader dei Secrets of the Moon, alle prese con un progetto progressive avrebbe potuto sorprendere diversi anni fa, ma di sicuro ciò non accade oggi, alla luce dell’evoluzione che nell’ultimo decennio ha visto la sua band principale evolvere da un black metal già di suo inquieto fino ad una forma che, almeno a livello di intenzioni, non e poi così lontana da quanto offerto con i Crone, a cui nome del resto era già uscito un primi album nel 2014.

In ogni caso, non avendo idea di quali siano le mosse previste per il prossimo lavoro dei Secrets of the Moon, credo che comunque il musicista tedesco abbia fatto bene fin da subito a riversare in un differente contenitore pulsioni che comunque non hanno alcun richiamo al metal.
L’operazione riesce in virtù del talento innato del nostro e della sua spalla musicale in tale frangente, Markus Renzenbrink (Embedded), anche se le brillanti intuizioni che hanno reso Sun uno dei dischi migliori degli ultimi anni qui vengono edulcorate, lasciando spazio ad un rock che alterna passaggi più malinconici e soffusi in quota Katatonia e affini ad altri più nervosi che costituiscono un ideale trait d’union tra i Secrets of the Moon ed i Crone.
Tra questi ultimi spicca senz’altro una traccia come Leviathan’s Lifework, dotata non solo di un buon tiro ma anche di ottimi passaggi chitarristici e nel complesso di linee melodiche più decisamente memorizzabili, mentre le più morbide e melodiche The Ptilonist, Mother Crone (un hard rock radiofonico con un testo splendido) e la conclusiva e lunga title track scorrono via leggere ma lasciando sensazioni oltremodo gradevoli.
Va detto che l’album, benché non sia un concept vero e proprio, a livello lirico tratta di argomenti tutt’altro che divertenti raccontando ogni volta di morti avvenute in circostanze particolari, alcune drammatiche (vedi il suicidio di un padre con la sua bambina in Mother Crone o il ben noto ritrovamento del piccolo profugo siriano sulla spiaggia turca di Bodrum in The Perfect Army),  altre a modo loro grottesche (l’esplosione accidentale di chi stava evidentemente preparando una attentato, in Leviathan’s Lifework, o quella del pioniere del paracadutismo Franz Reichelt avvenuta lanciandosi dalla Torre Eiffel, in The Ptilonist), il tutto però ammantato da sonorità tutt’altro che drammatiche ma semmai appena velate di malinconia.
Godspeed è un buonissimo disco, tutto da godersi anche per la sua orecchiabilità, a patto di non farsi condizionare dal fatto che vi è coinvolto l’autore di Sun; fatta questa necessaria operazione, l’ascolto fluirà più naturale e soddisfacente.

Tracklist:
1. Lucider Valentine
2. The Ptilonist
3. Mother Crone
4. The Perfect Army
5. Leviathan’s Lifework
6. H
7. Demmin
8. Godspeed

Line-up:
Pascal Heemann – Guitars / Vocals
Markus Renzenbrink – Drums / Guitars / Vocals
Phil “s G” Jonas – Vocals / Guitars
Daniel Meier – Bass Guitars / Vocals
Guest:
Job “Phenex” Bos – Keyboards / Organs

CRONE – Facebook

Frontiere Sonore Radio Show Frontiere Sonore è una nuovo format radiofonico ospitato da Radio Jasper, condotto da Simone Benerecetti di In Your Eyes Magazine e da Federico "Deca" De Caroli. Musica senza frontiere e senza condizioni, se non quella di una qualità artistica che la renda interessante al di là dei generi.

  • FRUM – Whirlpool / Íða
    by Leonardo Pulcini on 8 Gennaio 2026 at 17:27

    Cosa fare in una dimensione alternativa da cui non c'è via d'uscita? Nel caso di "Whirlpool / Íða" forse la cosa migliore è perdersi, in compagnia della musica trascendentale di FRUM.

  • Frontiere Sonore – PUNTATA 11
    by Simone Benerecetti on 8 Gennaio 2026 at 9:26

    Ascoltiamo: 3Force, Geese, Ascanio Borga, Midnight Distance Club, Clement Bazin, Valentin Liechti Trio, Diar Storm, Jetstream Pony, Lorenzo Piccone, Anti Lilly Phoniks

  • Gli altri ottanta. Racconti dalla galassia post-punk italiana.
    by Marco Valenti on 7 Gennaio 2026 at 17:42

    Non c'è gusto in Italia ad essere intelligenti". Da Freak Antoni a Zamboni, la galassia musicale degli anni '80 nel libro di Livia Satriano.

  • The Queen Is Dead 186 – Rotting Corpse, Morpheus, Vast Pyre, Casked Rats
    by Massimo Argo on 7 Gennaio 2026 at 14:39

    Puntata più corposa del solito, si parte con del thrash metal crossover di altissima qualità, passiamo poi ad uno dei dischi più sottovalutati del death metal svedese anni novanta, per andare a scoprire la musica megalitica di un duo tedesco e per chiudere con un disco di hard rock proletario statunitense.

  • Aufgeführte Partitur – Elegant Teleprompter
    by Massimo Argo on 5 Gennaio 2026 at 19:46

    Aufgeführte Partitur suona quello che vuole con cosa vuole, non ci sono secondi fini o compromessi, è un disco che è questo, ascoltare o lasciare, non ci sono commenti, anzi anche questa recensione potrebbe essere superflua, ascoltatelo e fluttuate nella paranoia, elettronica primitiva e potentissima.

GRAZIE A TUTTI

Come preannunciato all’inizio dell’estate, l’attività di MetalEyes è cessata ufficialmente dal 31 agosto con la pubblicazione dell’ultima recensione. Il sito rimarrà comunque online ancora per

Leggi Tutto »

Esogenesi – Esogenesi

I quattro lunghi brani, inframmezzati da un breve strumentale, testimoniano in ogni frangente lo spessore già ragguardevole raggiunto dagli Esogenesi al loro primo passo, sicuramente non più lungo della gamba in quanto preparato con tempi debitamente lunghi come si conviene a chi si dedica ad un genere per sua natura antitetico a tutto ciò che appare frettoloso o superficiale.

Leggi Tutto »

Hardline – Life

La cover di Who Wants To Live Forever dei Queen come perla incastonata tra la dozzina di tracce che compongono l’album, valorizza, se ce ne fosse bisogno il gran lavoro degli Hardline a conferma dell’ottimo stato di forma dell’hard rock melodico.

Leggi Tutto »

Walkways – Bleed Out, Heal Out

In un momento di scarsa qualità delle proposte alternative rock vicine al metalcore questo gruppo è una bella scoperta e vi regalerà degli ascolti molto piacevoli e duraturi.

Leggi Tutto »