Recensione

Più o meno un anno e mezzo fa mi esprimevo in questi termini nei riguardi dei Cvinger, parlando del loro Ep “Monastery Of Fallen” : “Il potenziale espresso è davvero interessante, per cui appare più che lecito attendersi qualcosa di importante dal trio sloveno nell’immediato futuro”

Nel frattempo il trio è diventato un quartetto, con Obscurum a raggiungere i due fondatori Lucerus e Bagot e, inoltre, c’è stato anche un avvicendamento alla batteria, con Morgoth a sostituire Krieg Maschine; detto questo, per una volta le premesse sono state mantenute da una band alla quale era stato pronosticato un brillante futuro.
Checché ne possano pensare i soliti incontentabili, The Enthronement Ov Diabolical Souls è esattamente ciò che vorrebbe ascoltare oggi un appassionato del black più ortodosso, specie se orientato verso quello di scuola svedese: i ragazzi sloveni mettono sul piatto un album di tutto rispetto, cupo, cattivo, ottimamente suonato e prodotto, insomma ciò che serve per corrodere l’animo dei benpensanti ed evocare sentimenti morbosamente oscuri.
I Cvinger, salvo i tre brevi Chapter e le loro litanie, non indulgono in fronzoli o passaggi interlocutori: qui il black viene sparato in maniera diretta ma, nel contempo, tutt’altro che banale, visto che i brani risultano sufficientemente elaborati e per nulla scontati.
E’ evidente che la band di Domžale, per cercare di emergere dalla massa, invece di introdurre elementi innovativi nel proprio sound, ha optato invece per una sua estremizzazione, provando a risultare più violenta e corrosiva rispetto alla concorrenza, un progetto che per certi versi appare ancor più ambizioso e di difficile realizzazione che non quello di cercare strade alternative.
Per quanto mi riguarda la missione è compiuta: The Enthronement Ov Diabolical Souls è stata la colonna sonora perfetta per le mie festività natalizie, l’antidoto ideale per riuscire a sopravvivere senza restare invischiati nelle tonnellate di ipocrita melassa che ci viene scaraventata addosso ogni anno in questo periodo.
La prestazione vocale di Lucerus, capace di alternarsi tra screaming e growl sempre con esiti eccellenti, si rivela fondamentale per la resa di due brani come Reclaim the Crown, mid tempo miciadele, e Anguish in Ossuary, assolutamente travolgente con una chitarra a delineare una notevole lineaa melodica, inframmezzandola con rallentamenti mortiferi: sono questi, a mio avviso, gli episodi migliori di un album che, nel complesso, non tradisce le attese proponendo i Cvinger come una delle realtà più interessanti e in costante evoluzione nel panorama del black metal europeo.

Tracklist:
1. Chapter I: Charons Passage To The World Beyond
2. Anno Inferni
3. Summonig
4. Eikmus Manifestation
5. Bogs Of The Ancient Ones
6. Reclaim The Crown
7. Chapter II: Pass The Seventh Gate
8. Anguish In Ossuary
9. Vile Flesh
10. The Enthronement Ov Diabolical Souls
11. Chapter III: Amen II

Line-up:
Lucerus – Vocals,
Bagot – Guitars,
Obscurum – Bass,
Morgoth – Drums

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