Deluge – Æther

Prima uscita ufficiale per i francesi Deluge, come altre band trattate di recente appartenenti alla scuderia della Les Acteurs de l’Ombre Productions, anch’essi alle prese con un interessante interpretazione della materia estrema.

Pure in questo caso il sound gravita in territori dove il black metal viene abbondantemente contaminato da pulsioni posthardcore ma, rispetto ai gruppi connazionali recentemente descritti, i Deluge spingono ancor più sul lato drammatico del sound: un senso di tragedia imminente che si esplicita nell’incomunicabilità che non può essere risolta né dall’urlo disperato di Maxime Febvet, né dal parossismo strumentale dei suoi compagni.
Meglio, allora, provare ad evocare una pace effimera e solo apparente, ricorrendo a repentini stacchi in cui il sound pare quasi arrestarsi, facendosi liquido (non solo per il costante scrosciare della pioggia battente in sottofondo) e rarefatto.
Questo artificio, senz’altro funzionale agli standard del genere suonato, talvolta arriva ad interrompere bruscamente passaggi in cui l’intensità spasmodica appare l’ineluttabile atto di ribellione finale alla constatazione di un’umanità allo stremo, sommersa da questo “déluge” (diluvio) musicale.
Dei ragazzi francesi si apprezza comunque il mantenimento di un filo conduttore melodico anche quando lo strazio vocale, il riffing ed i blast beat erigono un muro sonoro di spaventosa compattezza.
Aether è forse anche un pizzico troppo lungo per un sound che, proprio per la sua urgenza, estenua lasciando senza fiato: dopo i dieci minuti magnifici dell’accoppiata Avalanche / Appât si può ragionevolmente pensare che non ci sia più molto da dire o da dare, mentre i nostri invece proseguono ancora a martellare imperterriti per tre quarti d’ora sicuramente notevoli, ma che necessitano di un certo impegno per non soccombere all’evocazione di calamità e stati d’animo ugualmente prostranti …
Nella breve Mélas | Khōlé fa capolino anche Neige ad impartire la propria benedizione al quintetto di Metz, ma l’ospitata è solo la ciliegina su una torta che di dolce ha ben poco, se non la finale attenuazione del diluvio che si trasforma in Bruine (pioggerellina), quando ormai il peggio si è compiuto.
I Deluge sorprendono e convincono in un settore dove magari non c’è più nulla da inventare, ma in cui si può ugualmente fare centro suonando come se non ci fosse davvero un domani: grazie a questo e a un senso melodico che, come detto, ne pervade quasi misteriosamente il suono, Æther si rivela un gran bel disco d’esordio.

Tracklist:
1. Avalanche
2. Appât
3. Mélas | Khōlé
4. Naufrage
5. Houle
6. Klarträumer
7. Vide
8. Hypoxie
9. Bruine

Line-up:
Frédéric Franczak – Bass
Benjamin Marchal – Drums
François-Thibaut Hordé – Guitars
Richard de Mello – Guitars
Maxime Febvet – Vocals

DELUGE – Facebook

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Deluge - Æther - metal

In Your Eyes ezine webzine dal 1999

  • SUN CITY FOREVER
    by Enrico Mazzone on 18 Febbraio 2026 at 20:33

    Questo album fenomenale, e la band danese che lo produce ricorda che nulla e´ ancora perso, soprattutto degli anni 80.

  • Parkwalker The extra mile
    by Massimo Argo on 18 Febbraio 2026 at 11:17

    “The extra mile” dei tedeschi Parkwalker ,che Simone ha intervistato qui e suonato una loro canzone nella trasmissione radiofonica “Frontiere Sonore”, su This Charming Man Records è un ottimo disco emo che rimette tante cose al suo posto.

  • The Queen Is Dead Volume 193 – Corruption, Bycicle Inn
    by Massimo Argo on 17 Febbraio 2026 at 16:57

    Puntata più breve del solito, con due dischi quasi all'opposto dello spettro sonoro, i polacchi Corruption con il loro southern hard rock metal e l'emo di altissima qualità dei bostoniani Bycicle Inn.

  • Angelicamente anarchico
    by Marco Sommariva on 17 Febbraio 2026 at 9:21

    Don Andrea Gallo si racconta: dal G8 di Genova alla Comunità di San Benedetto. Una riflessione potente su politica, accoglienza e libertà. Leggi la recensione.

  • To Die On Ice – Panoramica degli Abissi
    by Il Santo on 16 Febbraio 2026 at 17:04

    Nel caso dei To Die On Ice il problema, sia lode a zio! non si pone, giacché il gruppo si auto definisce Lynch Core, fornendomi un aiuto quanto mai parziale.

GRAZIE A TUTTI

Come preannunciato all’inizio dell’estate, l’attività di MetalEyes è cessata ufficialmente dal 31 agosto con la pubblicazione dell’ultima recensione. Il sito rimarrà comunque online ancora per

Leggi Tutto »
Esogenesi - Esogenesi - metal

Esogenesi – Esogenesi

I quattro lunghi brani, inframmezzati da un breve strumentale, testimoniano in ogni frangente lo spessore già ragguardevole raggiunto dagli Esogenesi al loro primo passo, sicuramente non più lungo della gamba in quanto preparato con tempi debitamente lunghi come si conviene a chi si dedica ad un genere per sua natura antitetico a tutto ciò che appare frettoloso o superficiale.

Leggi Tutto »
Hardline - Life - rock

Hardline – Life

La cover di Who Wants To Live Forever dei Queen come perla incastonata tra la dozzina di tracce che compongono l’album, valorizza, se ce ne fosse bisogno il gran lavoro degli Hardline a conferma dell’ottimo stato di forma dell’hard rock melodico.

Leggi Tutto »
Walkways - Bleed Out, Heal Out - metal

Walkways – Bleed Out, Heal Out

In un momento di scarsa qualità delle proposte alternative rock vicine al metalcore questo gruppo è una bella scoperta e vi regalerà degli ascolti molto piacevoli e duraturi.

Leggi Tutto »