Deos – Fortitude, Pain, Suffering

Ascoltare funeral doom è qualcosa che va oltre la semplice fruizione di un genere musicale ma rappresenta l’appartenenza a una ristretta cerchia di persone le quali, tra note volte a tratteggiare la caducità e l’ineluttabile approssimarsi della fine dell’esistenza, trovano paradossalmente l’impulso per vivere in maniera più serena e consapevole il tempo che il fato ha deciso di concedere loro, poco o tanto che sia.

Per lo stesso motivo, ha un che di miracoloso scoprire che, periodicamente, emergono nuovi musicisti dediti ad un genere dagli sbocchi commerciali pressoché nulli e difficilmente esportabile in sede live. I Deos sono una band di stanza a Londra ma costituita dal rumeno Daniel N. e dal belga Dehà; entrambi hanno avuto esperienze all’interno di gruppi alle prese con diversi generi ma, nonostante questo, a giudicare dall’esito di Fortitude, Pain, Suffering, sembra proprio che il funeral sia parte integrante del loro DNA, tanto questo lavoro si avvicina alla perfezione. Al di là della traccia introduttiva (che, a scanso di equivoci sulle tematiche trattate, si intitola Introducing Suffering … ) i quattro lunghi brani che compongono il disco d’esordio dei Deos sono altrettante dolenti peregrinazioni verso un luogo imprecisato ad di fuori dei confini del tempo e dello spazio. Il sound dei nostri trae linfa dagli imprescindibili Thergothon per avvicinarsi poi, a livello di struttura dei brani, a realtà più recenti come i Comatose Vigil e gli Ea, con le tastiere a svolgere un ruolo predominante rispetto alle chitarre. Se, come da copione, un disco di questo tipo non sbriga certo le pratiche in una mezz’oretta o poco più, a maggior ragione il suo ascolto necessita di una particolare dedizione oltre che familiarità con il genere, visto che il suo apice emotivo viene raggiunto proprio nei due brani conclusivi: Neverending Grief, soffusa marcia funebre esclusivamente strumentale e il capolavoro The Corruption Of Virtue, autentica quintessenza del funeral con i suoi riff sospesi sull’abisso mentre una tastiera dai toni tragici e solenni accompagna la gorgogliante sofferenza di una voce che ha perso ogni sembianza umana. Con questo loro riuscito esordio, i Deos si vanno ad aggiungere alla lista delle band da seguire per quel manipolo di appassionati in grado di apprezzare la dolorosa bellezza del funeral doom.

Tracklist:
1. Introducing Suffering
2. Abandoned
3. Embalmed in Tears of Sorrow
4. Neverending Grief
5. The Corruption of Virtue

Line-up :
Daniel N. – All instruments
Déhà – All instruments, Vocals

DEOS – Facebook

Deos - Fortitude, Pain, Suffering - metal

In Your Eyes ezine webzine dal 1999

  • Brian James – Kicks and diabolik licks
    by Reverend Shit-Man on 25 Marzo 2026 at 22:45

    Tanto si è detto e scritto, da un anno a questa parte, su Brian James, seminale ex chitarrista della prima line up dei Damned – e indimenticabile architetto sonoro del loro incendiario album di debutto, “Damned Damned Damned” – che purtroppo ha lasciato questo mondo il 6 marzo dello scorso anno, e che è stato

  • The Queen Is Dead Volume 198 – Lambs, Tito Sherpa, Autune
    by Massimo Argo on 25 Marzo 2026 at 17:39

    Puntata tutta nostrana con l'ottimo debutto stoner doom dei Lambs, l'hip hop e molto oltre di Tito Sherpa, e chiudiamo con un bellissimo disco di Autune che ci parla al cuore.

  • Magnitudo Materialism
    by Massimo Argo on 24 Marzo 2026 at 17:35

    Magnitudo Materialism: Questo grandissimo disco di rumore e potenza, un bagliore abbagliante in questo grigiore.

  • FRONTIERE SONORE 21
    by Simone Benerecetti on 24 Marzo 2026 at 9:23

    Ascoltiamo: Alex Delion feat Joan Perion, Cyborg Zero, Jason Greenhalg, Tracy Bryant, John Du, The Junction, Louise Bernadette Dowd, Clam, Thomas McMillian, Harvey Rushmore & The Octopus.

  • Ramones, in arrivo un libro per i cinquanta anni dall’Lp d’esordio
    by Reverend Shit-Man on 23 Marzo 2026 at 22:41

    Il 23 aprile del 1976 venne pubblicato, su Sire records, il seminale album di debutto omonimo dei Ramones, disco che, sin dalla sua uscita, ha rivestito un’importanza incalcolabile , in termini di ispirazione musicale e concettuale per migliaia di band in tutto il mondo che, nel corso dei decenni a venire, hanno imbracciato strumenti e

Aleph - Exhumed Alive - death

Aleph – Exhumed Alive

Il free download ottenibile sul sito della band vi obbliga ad ascoltare questo ottimo lavoro, grazie al quale scoprirete una realtà molto interessante della nostra scena estrema.

Leggi Tutto »
Graveborne - 1918 - metal

Graveborne – 1918

Dischi così non hanno data di scadenza, prestandosi a molti ascolti che daranno sempre soddisfazione, perché chi ama il black metal classico e con contenuti amerà 1918, se poi approfondirete anche la guerra civile finlandese scoprirete molte cose interessanti.

Leggi Tutto »
Pulvis Et Umbra - Atmosfear - death

Pulvis Et Umbra – Atmosfear

Atmosfear non si rivela un ascolto facile, perché il sound non si limita mai ad un’unica soluzione: le parti atmosferiche incutono ancora più terrore, mentre le sfuriate estreme alternano veloci e violente parti blackened death metal a più cadenzate ritmiche deathcore.

Leggi Tutto »