Recensione

La fiamma del metal classico di scuola britannica viene alimentata da band come i Dethonator, monicker da thrash metal band, ma dal sound forgiato alla scuola della New Wave Of British Heavy Metal.

Il quartetto, nato nelle East Midlands ma stabilitosi sul suolo londinese, dà alle stampe il suo terzo full length dopo il debutto omonimo del 2010 (ristampato nel 2016 dalla Killer Metal records) il secondo album del 2013, Return To Damnation e l’ep del 2014, Monuments to Dead Gods.
Il nuovo lavoro, intitolato Race Against The Sun (Part One), viene licenziato dalla Pavement Entertainment in versione digitale, accompagnato da una copertina bruttina che non rende onore alla musica suonata dai nostri, un robusto heavy metal old school.
Quasi un’ora di metallo ispirato ai sempre eterni Iron Maiden e Judas Priest è quello che si trova tra le trame di brani come Burial Ground o Ghost Of The Rolling Horizon, con le chitarre a macinare riff scolpiti nel tempo e quelle cavalcate in crescendo che hanno fatto la fortuna di Harris e soci.
Lavorano bene i quattro musicisti inglesi, lasciando trasparire qualche eco estremo qua e là, tanto per ribadire che siamo nel 2019 e che di musica metal dal 1981 ne è stata scritta tanta, e azzeccano brani trascinanti come Pyroclastic e tellurici come Terror By Night, facendo dell’album un buon ascolto per chi ama queste sonorità.
Race Against The Sun (Part One) non cambierà certo la storia della nostra musica preferita, ma si fa valere tra le tante uscite che affollano la scena metal classica underground.

Tracklist
1. When Lucifer Fell
2. Nightmare City
3. Burial Ground
4. Ulflag
5. Ghost of the Rolling Horizon
6. Pyroclastic
7. The Hangman
8. Narcisside
9. Terror By Night
10. Sharp’s Cairn

Line-up
Tris Lineker – Vocals, Guitars
Henry Brooks – Guitars, Keyboards, Backing Vocals
Adz Lineker – Bass, Growls Johnny
Mo Armstrong – Drums

DETHONATOR – Facebook