Recensione

I Dødsferd sono una band tra le più esperte nonché prolifiche della scena black ellenica.

Nel corso di una carriera iniziata nei primi anni del secolo, il gruppo, sempre guidato dal fondatore Wrath, ha cercato di esplorare le diverse sfaccettature del genere con risultati alterni e in fondo questi decimo full length è a suo modo l’emblema dell’attuale status dei Dødsferd, in costante bilico tra i canoni del genere e pulsioni post rock e post metal:
la varietà stilistica non sempre paga gli stessi dividendi perché spesso, a fronte di una gradita imprevedibilità, finisce per emergere a tratti un senso di frammentarietà.
Al riguardo, un ottimo brano come la title track sembra quasi essere un episodio a sé stante, pur ricollegabile comunque alla sognante opener My Father, My Wrath! più che al diretto black di An Existence Without Purpose  e agli spunti depressive di Loyal to the Black Oath, per non parlare della disturbante ambient della conclusiva Back to My Homeland… My Last Breath.
Alla luce di tutto questo, Diseased Remnants of a Dying World finisce per risultare in lavoro decisamente gradevole, tra momenti di grande spessore, con intuizioni melodiche non banali, ed altri non disprezzabili ma molto meno incisivi.
Non ci sarebbe niente di male se tutto ciò fosse offerto da una band di conio più recente, ma il fatto che un un gruppo di tale esperienza dia la sensazione d’essere ancora alla ricerca di una fisionomia più definita qualche perplessità finisce per lasciarla.

Tracklist:
1. My Father, My Wrath!
2. An Existence Without Purpose
3. Diseased Remnants of a Dying World
4. Loyal to the Black Oath
5. Back to My Homeland… My Last Breath

Line-up:
Wrath – All vocals, rhythm and lead guitars
Neptunus – Bass
Setesh – Rhythm and lead guitars, solos, acoustic guitar

DODSFERD – Facebook