Recensione

È un mondo frenetico. Troppo. Lo scenario descritto dai Dunkelnacht è chiaro e spietato. L’uomo ha annientato ogni forma di pudore nei confronti di un mondo che non gli appartiene, ma che anzi lo possiede.

Il titolo di questo EP, il secondo di fila, è Anthropocenia: un termine adattissimo, che si riferisce proprio all’epoca moderna, nella quale l’essere umano è direttamente responsabile dei cambiamenti geologici nella loro totalità. Come al solito però, ne è responsabile in chiave negativa.
Quello presentatoci dai francesi è un sound letteralmente intriso di negatività e corrosione. Un pezzo emblematico come Extinction potrebbe farci pensare che ci sia concesso spazio per la riflessione, ma è presto chiaro che l’intento è piuttosto quello della pena per la stupidità umana, perché veniamo catapultati dentro una melma da cui è difficile uscire. E per farlo, certamente la band francese non ha bisogno di pretesti o giustificazioni. In passato abbiamo sentito, da parte loro, un black metal senza dubbio più forsennato e privo di catene, ma la scelta stilistica in Anthropocenia si rivela perfetta per evocare nella nostra mente esattamente ciò che i Dunkelnacht vogliono.
Durante l’ascolto, spesso si possono mescolare dentro di noi più stati d’animo, che però questi artisti riescono a far convivere. Anche gli spezzoni che potrebbero sembrare più clementi o romantici, hanno sempre una linea guida che, una volta compresa, ce li fa vedere sotto un’altra luce. È quella dell’ intolleranza, della pazienza finita, e di ogni altra energia negativa che si annida nei nostri corpi.
Insomma, un odio d’altri tempi che qualche lacrimuccia, forse, la fa scendere.

Tracklist
1. Anthropocenia
2. Extinction
3. Nenia
4. Ikonoklazt

Line-up
Heimdall – Guitars (lead), Programmings
Alkhemohr -Bass, Vocals (backing)
M.C. Abagor – Vocals (lead)
Tegaarst- Drums

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