Recensione

A circa due anni e mezzo dall’ultima uscita discografica, tornano a mostrarsi agli appassionati di black metal gli Eïs, per quanto mi riguarda una delle migliori band dedite al genere, tenendo conto anche di quanto fatto in passato con il monicker Geïst.

Stillstand und Heimkehr è un ep che ,con i suoi venti minuti di durata, è il giusto contentino per chi attendeva nuovo materiale da parte di Alboin, che oggi si fa accompagnare dal chitarrista Abarus, suo compare anche nei Frendal.
Gli Eïs appartengono alla categoria delle band che non tradiscono e non deludono mai, e se in An den schwarz besandeten Gestaden lo sciabordio delle onde che fa da sottofondo a rarefatte note pianistiche crea il giusto pathos, prima che il brano esploda e ci mostri il volto evocativo e drammatico del duo, la title track, ispirata al dipinto Il Viandante sul Mare di Nebbia di Caspar David Friedrich, regala ispirati passaggi di chitarra solista che si appoggiano su ritmi più cadenzati, prima delle ulteriori variazioni ritmiche propedeutiche ad un nuovo inarrestabile crescendo conclusivo, una sorta di opprimente parossismo che ben si attaglia alle tematiche introspettive esibite ancor più in questo frangente.
Unico motivo di recriminazione è, quindi, il fatto che Stillstand und Heimkehr offra solo due brani, per quanto splendidi, perché questa è un band di livello assolutamente superiore alla media, della quale si vorrebbe ascoltare con più frequenza nuove composizioni che spesso rasentano lo stato dell’arte nell’interpretazione del black metal.

Tracklist:
1. An den schwarz besandeten Gestaden
2. Stillstand und Heimkehr

Line-up:
Alboîn – Bass, Vocals, Guitars, Keyboards
Abarus – Guitars (lead)

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