Recensione

Nelle note del booklet interno, il duo di Tbilisi ringrazia Greg Chandler e gli albionici Esoteric per la loro musica, l’influenza e l’ispirazione che hanno permesso agli Ennui di ritagliarsi un’importante spazio all’interno della scena funeral doom europea.

Fondata nel 2012 da David Unsaved e Serj Shengelia, la band georgiana ha proposto ben quattro full length (compreso ora End of the Circle) marchiati nel più puro suono funeral doom, serio, incompromissorio, diventando un nome di culto all’interno della fertile scena dell’est europeo. Per ogni cultore di questa arte difficile ma ricca di emozioni e atmosfera, gli Ennui sono una garanzia: nessuna loro opera mi ha mai deluso e ho sempre ritrovato le stimmate tipiche del suono funeral e anche in questo monumentale lavoro, fatto di tre brani per 74 minuti, ognuno troverà intensi minuti di piacere estremo. Bisogna, come noto, riuscire a trovare il tempo giusto per staccarsi dal mondo circostante e immergersi in un universo parallelo, dove le emozioni fluiscono pure e stimolano le nostre terminazioni nervose, verso momenti di piacere assoluto. Ascolto sicuramente impegnativo ma estremamente appagante e sono sicuro che chi segue la scena avrà già assaporato le note della mastodontica title track (oltre 30′) con la quale si raggiunge il perfetto equilibrio tra evocativi soundscapes, condotti da liquide tastiere e telluriche stratificazioni doom; questa alternanza, peraltro condotta in modo naturale e senza manierismi, mantiene alta la tensione del brano conducendoci in zone oniriche della nostra psiche, in cui la voglia di abbandonarsi e lasciarsi trasportare in altre dimensioni prende il sopravvento. Brano magnifico che nonostante l’immane lunghezza si vorrebbe non finisse mai. Gli Ennui, dopo averci ipnotizzato con queste note cariche di un’amara disperazione, ci danno il colpo di grazia con gli altri quaranta minuti di The Withering, divisa in due parti, che ci porta in territori maggiormente oscuri e cupi; le keyboards mantengono un profilo più defilato e le chitarre con la loro metodica e lenta marcia tracciano una strada colma di disperazione e “sadness”. Al di là della potenza espressa dal duo, bisogna cogliere le varie sfumature nelle melodie, nei toni del growl sempre molto espressivo, nell’evolversi del viaggio che ci viene proposto e che intraprendiamo… ogni nota crea un’atmosfera unica e l’ispirazione non manca: l’affresco creato è profondo e maestoso. Sicuramente tra i dischi funeral del 2018.

Tracklist
1. End of the Circle
2. The Withering Part I – Of Hollow Us
3. The Withering Part II – Of Long-Dead Stars

Line-up
Serj Shengelia Guitars, Bass
David Unsaved Guitars, Vocals

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