Forest of Shadows – Among the Dormant Watchers

E’ davvero una piacevole sorpresa ritrovare ben dieci anni dopo la sua ultima apparizione discografica il bravo Niclas Frohagen ancora alle prese con il suo progetto solista Forest of Shadows.

Nello scorso decennio il musicista svedese si era imposto nella scena melodic death doom con due ottimi lavori come Depature (2004) e Six Waves Of Woe (2018) dopo di che se erano perse le tracce, cosa abbastanza comprensibile per chi magari è oberato da altri impegni professionali e non ha più il tempo e magari neppure l’ispirazione necessaria per rimettersi in gioco, senza avere neppure la spinta decisiva di altri compagni d’avventura.
In questo caso il tempo trascorso si è rivelato utile per il bravo Niclas nell’assimilare nuove pulsioni sonore affermatesi in questi ultimi anni, per inserirle in maniera opportuna all’interno di una struttura sonora che guarda sempre al versante più melodico del doom ma con spiccate derive post rock; quello che ne scaturisce è un album magnifico, in grado di crescere ad ogni passaggio, e anche sufficientemente vario ed incisivo per reggere una durata che supera abbondantemente l’ora.
Among the Dormant Watchers è un lavoro fortemente intriso di melodia, e forse a qualcuno potrà apparire fin troppo zuccheroso in certi frangenti, ma è fuori di dubbio che la capacità di penetrazione di ognuna di queste sette tracce sia elevatissima.
In fondo Frohagen piazza i due brani maggiormente definibili a pieno titolo death doom all’inizio e alla fine del lavoro e, infatti, Self Inflicted Torment e Yours to Devour contengono i passaggi più ruvidi e al contempo rallentati dell’opera, pur non facendo venir meno quella fruibilità che si manifesta in misura maggiore in tracce come Lost Within, Drowned by Guilt, We, The Shameless e Lullaby dove si alternano momenti più rarefatti e delicati, che rimandano ai Lake Of Tears di Forever Autumn, ad altri che sono figli più che legittimi dei Katatonia di Discouraged Ones e Tonight’s Decision; a tutto questo va aggiunta quella componente post rock/shoegaze che senza emergere mai in maniera troppo marcata va a costituire un elemento in più, capace di mutare le coordinate melodiche del lavoro.
Personalmente ritengo, però, che il musicista scandinavo abbia raggiunto il picco di questo album in Dogs of Chernobyl, un viaggio lungo tredici minuti nel quale trovano spazio tutte le sfumature stilistiche convogliate nel lavoro ed inserite, appunto, in una struttura ritmica che rimanda ai due citati capolavori dei Katatonia, con la concessione ad una struggente parte centrale nella quale vengono mirabilmente proposte solenni sonorità tipiche dell’est europeo prima di sfociare in una memorabile e cadenzata chiusura.
Among the Dormant Watchers è l’opera di chi, nonostante una carriera non troppo prolifica, conosce alla perfezione la materia ed è in grado di maneggiarla per restituire un prodotto che trasuda depressione e malinconia evocando un senso di ineluttabilità più che di disperazione: un album che in tal senso rasenta la perfezione nel suo rappresentare il lato più “autunnale” dell’esistenza.

Tracklist:
1. Self Inflicted Torment
2. Drowned by Guilt
3. Lost Within
4. Dogs of Chernobyl
5. We, The Shameless
6. Lullaby
7. Yours to Devour

Line-up:
Niclas Frohagen – Guitars, Keyboards, Programming, Vocals

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Forest of Shadows - Among the Dormant Watchers - metal

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