Gravdal – Kadaverin

Con i Gravdal siamo al cospetto di un’interpretazione del black metal leggermente fuori dai canoni, soprattutto se pensiamo che si tratta di una band norvegese.

Infatti, se togliamo alcuni nomi storici, che spesso hanno spinto la loro vena sperimentale fino ad uscire del tutto o quasi dall’alveo del genere, non sono molte le realtà provenienti dalla nazione dove il black è nato che provano ad interpretarlo in maniera diversa, pur senza stravolgerne l’essenza.
I Gravdal esistono da oltre un decennio e nel corso degli anni hanno visto ruotare diversi elementi attorno a Phobos, batterista degli Aeternus e, dal vivo, dei Gorgoroth, che con questa sua creatura si disimpegna, invece, alla chitarra: gran parte dei partecipanti al progetto sono sempre stati legati, in un modo o nell’altro, a diverse band storiche della scena, per cui il quadro che ci troviamo davanti è quello di un consesso di musicisti di grande esperienza nonché conoscenza approfondita del genere.
Proprio questo consente ai nostri di sperimentare, ma sempre con lodevole misura, utilizzando per esempio in più di un passaggio uno strumento come il sax, oppure spingendo talvolta l’uso della voce verso tonalità pulite e stentoree; il bello però è che, anche quando il black viene proposto in maniera più ortodossa ciò avviene in maniera esemplare, con un brano travolgente come Arkaisk kamp, angrip!, il cui solo elemento di discontinuità è un assolo chitarristico di matrice classica.
In sintesi, Kadaverin è un album che, senza stravolgere i canoni consolidati, si concede diverse divagazioni che donano a ciascun brano motivi di interesse, con il valore aggiunto d’essere eseguito e prodotto in maniera impeccabile; d’altronde una band di matrice estrema che decide di chiudere un proprio album con una splendida pennellata notturna come Når noen tar farvel non può mai essere banale.

Tracklist:
1. Kadaverin
2. Apostler av døden
3. Dans med livet, dans med døden
4. Arkaisk kamp, angrip!
5. Vi som ser i mørket
6. Eklipse
7. Roten til all ondskap
8. Inni menneskedyret
9. Når noen tar farvel

Line-up:
Eld – Vocal & Bass
Phobos – Guitar
Saur – Guitar
Taakesjel – Drums

GRAVDAL – Facebook

Gravdal - Kadaverin - metal

In Your Eyes ezine webzine dal 1999

  • Smell of grunge, La scena di Seattle e i suoi dischi.
    by Massimo Argo on 13 Marzo 2026 at 16:45

    Scopri Smell of grunge, il libro che esplora la scena di Seattle e i dischi fondamentali del grunge, tra passione e storia musicale.

  • Path Of Sorrow – Horror museum
    by Massimo Argo on 12 Marzo 2026 at 16:54

    Un secondo disco molto atteso e riuscito benissimo, che porta i Path Of Sorrow al livello superiore della loro carriera, per uno dei migliori dischi metal italiani del 2025. “Horror museum” per Buil2Kill Records, è il secondo disco dei genovesi Path Of Sorrow, a distanza di nove anni dal debutto intitolato “Fearytales”. Il gruppo suona

  • Il piccolo diavolo nero di Gianfranco Manfredi
    by Marco Sommariva on 12 Marzo 2026 at 13:44

    Scopri “Il piccolo diavolo nero di Gianfranco Manfredi”: avventure, ciclismo e passioni nel 1893. Un romanzo storico e intenso che cattura ogni lettore.

  • Laughing Hyenas – That Girl: Live Recordings 1986 – 1994
    by Reverend Shit-Man on 11 Marzo 2026 at 22:35

    Non si parla (e non si loda) mai abbastanza della parabola dei Laughing Hyenas, l’esplosiva formazione garage/noise/punk/blues statunitense, originaria del Michigan (Ann Arbor, le stesse zone che hanno dato i natali anche ai mostri sacri del proto-punk, gli Stooges, e affini alla scena di Detroit che conobbe il suo boom alla fine dello scorso millennio)

  • One Leg One Eye …And Take The Black Worm With Me
    by Massimo Argo on 11 Marzo 2026 at 16:56

    Scopri One Leg One Eye, l’opera di Ian Lynch che unisce folk, drone e ambient, tra miti irlandesi e atmosfere oscure e avvolgenti.

GRAZIE A TUTTI

Come preannunciato all’inizio dell’estate, l’attività di MetalEyes è cessata ufficialmente dal 31 agosto con la pubblicazione dell’ultima recensione. Il sito rimarrà comunque online ancora per

Leggi Tutto »
Esogenesi - Esogenesi - metal

Esogenesi – Esogenesi

I quattro lunghi brani, inframmezzati da un breve strumentale, testimoniano in ogni frangente lo spessore già ragguardevole raggiunto dagli Esogenesi al loro primo passo, sicuramente non più lungo della gamba in quanto preparato con tempi debitamente lunghi come si conviene a chi si dedica ad un genere per sua natura antitetico a tutto ciò che appare frettoloso o superficiale.

Leggi Tutto »
Hardline - Life - rock

Hardline – Life

La cover di Who Wants To Live Forever dei Queen come perla incastonata tra la dozzina di tracce che compongono l’album, valorizza, se ce ne fosse bisogno il gran lavoro degli Hardline a conferma dell’ottimo stato di forma dell’hard rock melodico.

Leggi Tutto »
Walkways - Bleed Out, Heal Out - metal

Walkways – Bleed Out, Heal Out

In un momento di scarsa qualità delle proposte alternative rock vicine al metalcore questo gruppo è una bella scoperta e vi regalerà degli ascolti molto piacevoli e duraturi.

Leggi Tutto »