Recensione

Debuttano sulla lunga distanza gli americani Haunt, quartetto proveniente da Fresno in California e con alle spalle l’ep Luminous Eyes licenziato lo scorso anno.

Nati come progetto solista del chitarrista, bassista e cantante Trevor William Church, in coppia con il batterista Daniel “Wolfy” Wilson, ed in seguito raggiunti dal bassista Matthew Wilhoit e dal chitarrista John William Tucker, gli Haunt danno vita ad un classico album heavy metal dai rimandi old school, un tuffo nella NWOBHM dei primi anni ottanta, anche se nati nell’assolata California.
Metal classico, dunque, ruggente e granitico, pregno di crescendo melodici, ritmiche in stile Saxon e duetti chitarristici dai rimandi maideniani: il sound degli Haunt è tutto qui, un perfetto esempio di hard & heavy tradizionale, roccioso e melodico.
Ovviamente non esiste originalità nella musica del gruppo statunitense, che segue pedissequamente i cliché dell’heavy metal suonato dalle band storiche di cui sopra, ma si guadagna la promozione piena grazie ad un songwriting che dà vita ad un lotto di brani piacevoli, sicuramente perfetti per smuovere nostalgicamente gli appassionati meno giovani.
Burst Into Flame, licenziato dalla Shadow Kingdom Records, risulta così un buon album, inadatto a chi è affascinati dai suoni più cool di questa prima parte del nuovo millennio, perché gli Haunt si alleano alle truppe sassoni e vi tortureranno con la vergine di ferro, siete avvisati.

Tracklist
01. Burst Into Flame
02. Crystal Ball
03. Reflectors
04. My Mirage
05. Wanderlust
06. Frozen In Time
07. Heroes
08. Can’t Get Back
09. Looking Glass

Line-up
Daniel “Wolfy” Wilson – Drums
Trevor William Church – Vocals, Guitar, Bass
Matthew Wilhoit – Bass
John William Tucker – Guitars

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