Recensione

Un suono mastodontico che fa da colonna sonora alla distruzione totale della Terra ed ovviamente dell’uomo, quale principale essere vivente di un pianeta estinto ancor prima che l’angelo dell’apocalisse sferri il suo attacco finale.

Sono tornati i re del death metal della East Coast, gli imprescindibili Immolation, creatura storica di un modo di concepire il metal estremo e, nella loro lunga storia, sinonimo di impatto, attitudine e coerenza.
Si è sempre spostato di poco il suono del gruppo statunitense, ora assolutamente distruttivo, ora leggermente più melodico, ma sempre attraversato da un’aura immortale, leggendaria se me lo si concede, visto i quasi trent’anni che separano Atonement da quel lontano 1988, inizio delle ostilità firmate dagli Immolation.
Alex Bouks (Incantation) sostituisce Bill Taylor alla sei corde e, in sostanza, è l’unica novità che il nuovo lavoro porta con sè, il resto è death metal magniloquente, concettualmente apocalittico, impressionante per pesantezza, un monolite estremo oscuro ed opprimente che avanza portando distruzione, fuoco e pestilenze in un’apoteosi di suoni estremi.
Atonement è un lavoro che, assolutamente ancorato ad un sound che non può che essere old school, lascia stupiti per la freschezza compositiva: la musica che si sviluppa tra parti composte in un trend abissale, i passaggi tra la furia cieca ed i mid tempo che sono dei moloch musicali , fanno da contorno ad intricate parti dove gli strumenti si aggrovigliano come mostruosi serpenti giganti, mentre l’apocalisse non lascia scampo ed il mondo si trasforma in un fiammeggiante tunnel che porta all’inferno.
Con la storica coppia Vigna/Dolan in stato di grazia nella scrittura di Atonement, e Steve Shalaty a formare con Dolan una sezione ritmica mostruosa, gli Immolation tornano a ribadire che nel death metal il talento conta eccome: un messaggio alle nuove leve che ogni giorno mettono fuori la testa da un underground culla delle orde fameliche che, sotto la bandiera del genere, infiammano la scena estrema e lo fanno con undici brani impressionanti, l’ideale raffigurazione di un cavaliere dell’apocalisse, distruttivo, malvagio, senza pietà … e bellissimo.

TRACKLIST
01. The Distorting Light
02. When The Jackals Come
03. Fostering The Divide
04. Rise The Heretics
05. Thrown To The Fire
06. Destructive Currents
07. Lower
08. Atonement
09. Above All
10. The Power Of Gods
11. Epiphany

LINE-UP
Ross Dolan – Vocals, Bass
Robert Vigna – Guitars
Alex Bouks – Guitars
Steve Shalaty – Drums

IMMOLATION