Recensione

Un oscuro ed impietoso vento estremo si abbatte su di noi: la tempesta nasconde, tra le sue nubi minacciose, demoni che porteranno morte e distruzione non con la forza del brutal death metal, ma con la tecnica invidiabile al servizio di un tornado musicale come il nuovo lavoro degli statunitensi Inferi, band originaria di Nashville/Tennessee, cittadina famosa per ben altri suoni.

Gli Inferi letteralmente si aprono e spunta Revenant un lavoro di metal estremo, tecnicissimo, progressivo, oscuro e melodico, un death/black dotato di una forza sovrumana per impatto ed atmosfere.
Siamo arrivati al quarto album per la band statunitense, in una discografia iniziata nel 2007 con l’uscita di Divinity In War e proseguita con The End of an Era, un paio di anni dop,o e The Path of Apotheosis licenziato nel 2014, ma la furia tempestosa sommata ad una buona intuitività per le melodie non è scomparsa e Revenant risulta così un lavoro riuscito e a tratti travolgente.
Quasi un’ora sotto la tempesta di note estreme che gli Inferi ci fanno cadere addosso, dall’alto tasso tecnico ma con una forma canzone che non lascia spazio all’ego dei musicisti ma sfrutta le loro capacità, per regalare un buon compromesso tra intricati passaggi tecnico/progressivi e bombardamenti a tappeto di death/black metal melodico.
Revenant è composto da nove brani medio lunghi e vari il giusto per tenere sempre viva la voglia di continuare l’ascolto fino alla fine, lasciando che le atmosfere cangianti siano dettate dal cambio di tonalità del canto che rimane estremo, passando dal growl allo scream e duettando sopra ad un tappeto di metal estremo veloce e cattivo, nel quale  le chitarre donano ghirigori melodici in tracce come Condemned Assailant, Through the Depths (con James Malone degli Arsis in veste di ospite), la magnifica Thy Menacing Gaze, attraversata da suggestive parti di tastiere, e la conclusiva Behold the Bearer of Light, che vede come ospite Trevor Strnad dei The Black Dahlia Murder.
Revenant è un lavoro che farà la gioia dei fans del death/black melodico, e mostra un gruppo dalla tecnica invidiabile ma che non perde mai le briglie del songwriting e, anche per questo, meritevole di un plauso.

Tracklist
1.Within the Dead Horizon
2.Condemned Assailant
3.A Beckoning Thrall
4.Through the Depths
5.Enraged and Drowning Sullen
6.Thy Menacing Gaze
7.Malevolent Sanction
8.Smolder in the Ash
9.Behold the Bearer of Light

Line-up
Malcolm Pugh – Guitars
Mike Low – Guitars
Joel Schwallier – Bass
Spencer Moore – Drums
Sam Schneider – Vocals

INFERI – Facebook