Recensione

I Kazah arrivano dall’Ungheria, sono un quintetto nato nel 2014 e suonano hardcore, potenziato da riff di moderno metallo pesantissimo: il loro esordio si chiama Feed Your Beast, licenziato dalla nostrana Ghost Label Record alla fine dello scorso anno.

Niente di nuovo, ma sicuramente d’impatto questo album, composto da otto bombe sonore cariche di groove, dalla durata medio lunga che rende il quadro generale leggermente prolisso.
Il resto lo fanno una predisposizione per ritmiche panteriane, sfumature estreme di scuola Meshuggah ed una cascata di violenza sonora ben calibrata, con la tensione che sale a livelli pericolosissimi già dall’opener Puppets e non scende fino all’ultima nota della conclusiva XIS.
Nel mezzo partenze devastanti di scuola hardcore, si alternano a monoliti metallici, fuori dai soliti schemi core tanto cari ai giovani fans del genere e più in linea con il sound dei gruppi citati.
All’unisono i musicisti ungheresi si scagliano contro l’ascoltatore e lo affrontano a forza di colpi inferti da riff pesantissimi, otto pugni nello stomaco, otto aggressioni sonore che non fanno prigionieri sotto l’aspetto dell’impatto e dell’attitudine.
Un buon esordio, con ancora qualche dettaglio da perfezionare ma sicuramente in grado di soddisfare gli amanti del metal estremo di scuola moderna e hardcore.

Tracklist
01. Puppets
02. Never Look Back
03. Straight Ahead
04. Before I Die
05. Modern Slave
06. Another Me
07. Hope And The Truth
08. XIS

Line-up
Bodnár Péter – Vocal
Szabácsik István – Guitar ( Cort guitars endorser )
Adamcsik Zsolt – Guitar ( Cort guitars endorser )
Stephen Ollak – Bass
Németi Zsolt – Drums – ( Bigstick and Diril Cymbals endorser )

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