Kzohh – Trilogy: Burn Out The Remains

Trilogy: Burn Out The Remains è un lavoro di sicuro interesse, che consiglierei però più ai fruitori di musica dai tratti sperimentali o a chi ascolta il black comunque con una propensione lontana da integralismi di matrice “true”.

Gli ucraini Kzohh nascono nel 2014 quale unione tra membri di diverse band della scena black metal nazionale e, con Trilogy: Burn Out The Remains, chiudono quella che è, appunto, una trilogia dedicata alla peste.

Il marchio black metal che aleggia su questa band va preso assolutamente con le pinze, perché se è vero che si tratta del background musicale dei cinque musicisti (la cui iniziale dei rispettivi nickname va a formare l’anomalo monicker), questo lavoro si può associare del tutto al genere solo in alcuni passaggi del secondo brano Ñrom Conaill, episodio invero impressionante e che esprime al meglio le potenzialità dei Kzohh.
Le altre due tracce, al contrario, mostrano un volto ritual/ambient di sicuro fascino ma, per forza di cose, meno d’impatto, rendendo quest’ultima parte della trilogia la più ostica all’ascolto e, nel contempo, la più ambiziosa dal punto di vista compositivo.
Trilogy: Burn Out The Remains è un lavoro di sicuro interesse, che consiglierei però più ai fruitori di musica dai tratti sperimentali o a chi ascolta il black comunque con una propensione lontana da integralismi di matrice “true”: i Kzohh propongono musica oscura alla quale riesce difficile dare una definizione precisa, facendola sembrare in diversi passaggi la vera e propria colonna sonora di uno dei peggiori incubi ai quali ogni tanto si è soggetti, anche se la caratteristica interlocutoria di molti di questi momenti ne rendono relativa l’appetibilità.
Ma, del resto, se i componenti di diverse band dedite al black metal si fossero riuniti per suonare a loro volta del black metal, sarebbe stato lecito pensare a qualcosa di riduttivo se non di superfluo: l’idea di musica proposta dai Kzohh è condivisibile e terrificante il giusto, anche se non appare sempre focalizzata al meglio. Probabilmente i dischi precedenti erano più lineari ed incisivi, pur se non scevri di passaggi sperimentali  nel loro ondeggiare tra il black ed il doom, ma anche Trilogy è senz’altro un’opera più che degna della massima attenzione.

Tracklist:
01. Panoukla DXLII
02. Ñrom Conaill
03. H19N18

Line-up:
Khorus – bass
Zhoth – vocals
Odalv – drums
Helg – guitars
Hyozt – guitars, keys and samples

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