Recensione

Il 2017 aveva visto tornare sulle montagne irpine La Janara, la strega protagonista delle leggende di quei misteriosi luoghi del nostro meridione.

L’ep omonimo, uscito per la genovese Black Widow, mostrava una band matura che raccoglieva l’eredità dei grandi nomi della scena dark progressiva ed occulta (Paul Chain, The Black, Death SS e Malombra) della quale la nostra penisola è tradizionalmente una fucina, con il cantato in italiano esaltato in quel caso dall’interpretazione di altissimo livello di Raffaella Càngero.
Dopo un paio d’anni il ritorno della strega irpina si intitola Tenebra, dieci brani che confermano il valore artistico di questa band che torna a far risplendere un genere troppo spesso dimenticato quando si parla di metal/rock nazionale, che invece continua a ispirare ed influenzare artisti in ogni parte del mondo.
Dopo il capolavoro licenziato da Il Segno Del Comando, la label genovese torna in poco tempo agli onori della cronaca musicale con questo emozionante lavoro, che vede ospiti importanti come Riccardo Studer degli Stormlord , Alessandro Liccardo degli Hangarvain, Giulian degli Scuorn e Alessio Cattaneo degli Onryo.
Progressive, doom, heavy metal, atmosfere che ricordano miti e leggende occulte, sfumature sabbathiane e litanie dark rock si intrecciano come serpi che amoreggiano tra i rovi, in luoghi che nascondono segreti tramandati da secoli, mentre l’oscura presenza della Janara si manifesta nell’oscurità, illuminata da una pallida luce lunare.
La musica contenuta in Tenebra accompagna i bellissimi testi che la Càngero interpreta con un trasporto ed una personalità debordante, dando voce alla sofferenza delle donne oppresse da una cultura tirannica ed umiliante in un’Irpinia ancestrale.
Si percepisce nel lavoro una tensione palpabile, tra atmosfere oscure e pressanti, angoscia e terrore, una ribellione blasfema che si tocca con mano nel metal della diretta Mater Tenebrarum, nel racconto folk di Violante Aveva Un Osso Di Capra, nell’incedere doom della title track e di Il Canto Dei Morti e nelle atmosfere estreme di Or Poserai Per Sempre.
Il progressive folk metal della splendida Ver Sacrum conclude un’opera da ascoltare e riascoltare, chiudendo gli occhi e ritrovandosi come per magia nei luoghi raccontati da La Janara, in tempi oscuri ed avvolti nella leggenda.

Tracklist
1.Malevento
2.Mater Tenebrarum
3.Violante Aveva Un Osso Di Capra
4.Tenebra
5.Mephis
6.Cera
7.Il canto Dei Morti
8.Volano I Corvi
9.Or Poserai Per Sempre
10.Ver Sacrum

Line-up
Nicola Vitale (Il Boia) – Guitars
Raffaella Càngero (La Janara) – Vocals, Guitars
Rocco Cantelmo (L’inquisitore) – Basso
Antonio Laurano (Il Mercenario) – Drums

LA JANARA