Recensione

Anche se la Svizzera ha dato i natali ai Celtic Frost e, in subordine, ai Samael, non si può certo dire che sia una terra prolifica in quanto a band dedite al black metal.

Provano ad invertire questa tendenza i Malphas, gruppo di Losanna che esordisce su lunga distanza con Incantation: dopo in inizio un po’ farraginoso l’album prende decisamente quota con il procedere dei brani, grazie alla chitarre che iniziano a tessere con grande continuità melodie ben definite che fanno capo alla scuola scandinava, propendente a quella svedese, con gli Arckanum a fungere spesso quale potenziale termine di paragone. Ne deriva così un lavoro decisamente ispirato, con il quale i nostri esibiscono non solo grande padronanza del genere ma anche, a tratti, una sorprendente sensibilità melodica, inanellando uno dopo l’altro brani che avvolgono e avvincono sfuggendo tutto sommato anche al rischio della ripetitività.
Gli aspetti migliori dell’album vengono incarnati da una catchy title track, anche se il meglio i Malphas lo offrono nella magnifica e lunga Nahash Corruption, quasi nove minuti di black metal che si fa di volta in volta melodico, corrosivo ed evocativo nella sua parte conclusiva.
Il pregio dei Malphas è quello di lasciar sfogare senza troppe remore una vena piuttosto orecchiabile, il che rende l’ascolto di Incantation molto fluido pur non risultano mai banale: un primo passo davvero incoraggiante per l’ottima band elvetica.

Tracklist:
1. Contributor of the Light
2. Leviathan
3. Macabre Symphony Of Divine
4. Incantation
5. Nahash Corruption
6. Rebirth Of The Reign
7. Awaking Excelsi Lucifer

Line up:
Barbarian Whore – Bass
Machette – Drums
Xezbeth – Guitars
Raven – Guitars
Balaam Astaroth – Vocals

MALPHAS – Facebook